30 Marzo 2026
/ 30.03.2026

Citisina gratis nei centri antifumo: il nuovo passo del Servizio sanitario contro la dipendenza da nicotina

Il farmaco di origine vegetale sarà rimborsato anche ai fumatori senza patologie. La gratuità vale solo all’interno dei programmi strutturati dei centri specialistici

Dal prossimo aggiornamento del sistema sanitario italiano, smettere di fumare avrà un’opzione terapeutica in più e senza costi per chi si affida ai centri antifumo. La citisina, principio attivo di origine vegetale utilizzato da decenni nell’Europa orientale per la cessazione del tabagismo, entra infatti nella rimborsabilità del Servizio sanitario nazionale anche per i fumatori “sani”, cioè senza patologie correlate al tabacco.

Un accesso più ampio alla terapia

Il cambiamento riguarda soprattutto l’allargamento della platea dei beneficiari. In precedenza la rimborsabilità era limitata ai pazienti con malattie già in atto, come broncopneumopatia cronica ostruttiva e patologie cardiovascolari. Ora il farmaco industriale a base di citisina potrà essere prescritto nei centri antifumo anche a chi intraprende un percorso di disassuefazione senza complicanze cliniche diagnosticate.

Resta però un vincolo preciso: la gratuità vale solo all’interno dei programmi strutturati dei centri specialistici, che prevedono monitoraggio medico e supporto psicologico. Fuori da questo circuito il trattamento resta a pagamento, con un costo che si aggira attorno ai 90 euro per ciclo.

Che cos’è la citisina e come agisce

La sostanza deriva dal Cytisus laburnum, pianta della famiglia delle leguminose. È un alcaloide naturale che agisce sugli stessi recettori cerebrali coinvolti nella dipendenza da nicotina, in particolare quelli colinergici alfa4 beta2.

Il suo meccanismo è duplice: da un lato occupa i recettori riducendo la gratificazione prodotta dal fumo, dall’altro stimola in modo moderato la produzione di dopamina, attenuando i sintomi dell’astinenza. Il risultato è una riduzione progressiva del desiderio di fumare, che secondo gli studi clinici tende a stabilizzarsi già dopo i primi giorni di trattamento.

Terapia breve, effetti progressivi

La somministrazione avviene per via orale e dura circa 25 giorni, con un dosaggio decrescente. Il farmaco viene eliminato quasi interamente attraverso i reni. Gli effetti collaterali più frequenti restano di tipo gastrointestinale, in particolare nausea e vomito, generalmente transitori.

Utilizzata da circa sessant’anni in diversi Paesi europei, la citisina è già presente in Italia dal 2015, ma fino a oggi era disponibile soprattutto come preparazione galenica o in condizioni di accesso limitato. Il passaggio al farmaco industriale standardizzato segna una semplificazione del percorso terapeutico.

I numeri della dipendenza da tabacco

La decisione si inserisce in un contesto sanitario di forte impatto. Il fumo resta una delle principali cause di morte prevenibile: a livello globale si stimano circa 6 milioni di decessi l’anno. In Italia le stime indicano circa 93 mila morti annuali attribuibili al tabacco, pari a oltre un quinto della mortalità maschile e a quasi un decimo di quella femminile.

Il peso economico complessivo per il sistema sanitario e per la società supera i 26 miliardi di euro ogni anno, tra cure, perdita di produttività e assistenza.

Dentro i centri antifumo

La prescrizione della citisina rimane legata a un percorso medico strutturato. I centri antifumo ma integrano terapie comportamentali e supporto psicologico, elementi considerati decisivi per aumentare le probabilità di successo.

Secondo dati clinici citati dagli specialisti, i tassi di cessazione possono raggiungere il 67% a tre mesi e restare intorno al 45% dopo un anno nei pazienti seguiti con questo approccio combinato.

Un’opzione in più nella cassetta degli strumenti

Accanto a cerotti, gomme alla nicotina, bupropione e vareniclina, la citisina si colloca come alternativa farmacologica con un profilo di tollerabilità generalmente considerato favorevole. La sua azione più graduale viene spesso indicata come uno degli elementi che ne facilitano l’aderenza terapeutica.

Con la nuova rimborsabilità, il sistema sanitario punta a ridurre una delle dipendenze più diffuse e più costose, ampliando l’accesso a una terapia già nota ma finora meno utilizzata su larga scala.

CONDIVIDI

Continua a leggere