18 Maggio 2026
/ 18.05.2026

Partono i lavori del termovalorizzatore: rifiuti in treno, energia per 200 mila famiglie

Al via a Santa Palomba il cantiere dell'impianto che tratterà 600 mila tonnellate di indifferenziata all’anno. Il sindaco Gualtieri: "Inquinerà meno di una strada trafficata". Operativo nel settembre 2029

Una pala in mano, tre colpi nel terreno e poi largo alle ruspe. Con questo gesto il sindaco Roberto Gualtieri ha dato il via ai lavori del termovalorizzatore di Santa Palomba. L’impianto, il più grande investimento nel ciclo dei rifiuti romani degli ultimi decenni, costerà un miliardo di euro e dovrà essere operativo entro il settembre 2029.

Il cantiere sorge nella zona industriale di Santa Palomba, nel IX Municipio, tra capannoni e insegne di multinazionali. A realizzarlo sarà RenewRoma, consorzio composto da Acea Ambiente, Suez Italy, Kanadevia Inova, Vianini Lavori e Rmb. Quaranta mesi di lavori, poi l’impianto comincerà a trattare fino a 600 mila tonnellate di rifiuti indifferenziati all’anno, producendo energia elettrica per 200 mila famiglie romane.

Sul fronte ambientale il sindaco ha scelto di andare diretto al punto più controverso: “Inquinerà meno di una strada trafficata di Roma”. La qualità dell’aria e il profilo sanitario dell’area saranno monitorati in continuo insieme all’Asl. Gualtieri ha anche ricordato che tutti i ricorsi presentati contro l’opera sono stati giudicati “al 100% non fondati” e che la sua nomina a commissario straordinario per il Giubileo gli conferisce i poteri necessari per portare a termine il ciclo dei rifiuti della capitale.

Fuori dall’area del cantiere, un presidio di comitati di zona ha accolto la cerimonia con striscioni e locandine. I residenti contrari continuano a chiedere garanzie su salute e traffico. Proprio sul traffico il Campidoglio ha cercato di rispondere in anticipo con una scelta che ridisegnerà la logistica dei rifiuti romani: i camion non percorreranno la via Ardeatina.

I rifiuti arriveranno in treno

I rifiuti raggiungeranno il termovalorizzatore su rotaia, con due convogli per non interferire con il traffico passeggeri, diretti allo scalo merci di Santa Palomba, uno dei più importanti d’Europa per dimensioni, che si trova a soli 600 metri dall’impianto.

L’accordo con Rfi è ancora in corso di definizione, ma l’infrastruttura ferroviaria esiste già. I nodi da sciogliere sono logistici: occorre individuare almeno due punti di raccolta e carico della spazzatura, uno nel quadrante ovest della città – sull’Aurelia o più a nord, verso Settebagni – e uno nel quadrante sud. Tra le ipotesi per quest’ultimo c’è la fermata di Torricola, tra la via Ardeatina e la via Appia Antica. Ama dovrà stringere un accordo commerciale con l’operatore che metterà a disposizione i convogli: circola il nome di Mercitalia Rail, del gruppo Ferrovie dello Stato.

L’alternativa su gomma avrebbe significato circa 100 tir al giorno, sette giorni su sette, con almeno 45 minuti di percorso dal centro città, per un totale di fino a 2.000 tonnellate di spazzatura quotidiane che avrebbero percorso la via Ardeatina, già congestionata dal traffico pesante della zona industriale. Una prospettiva che il Campidoglio ha scartato anche per rispondere alle critiche dei comitati, che temevano l’intasamento della strada.

Un tassello di un piano più ampio

L’assessora all’ambiente Sabrina Alfonsi ha inquadrato il cantiere all’interno del Piano dei rifiuti di Roma Capitale: “La Capitale produce oltre il 55% dei rifiuti del Lazio, una percentuale che sale al 65% nel caso dei rifiuti indifferenziati. L’impianto che oggi iniziamo a realizzare colma un gap impiantistico ultradecennale, che nel corso degli anni ha rappresentato la causa principale del massiccio flusso di rifiuti dalla Capitale verso località lontane, con i costi economici e ambientali che conosciamo bene”.

L’obiettivo del piano è ridurre i rifiuti indifferenziati prodotti dalla città da oltre un milione di tonnellate del 2019 a 700 mila nel 2030, fino a 660 mila nel 2035. Il termovalorizzatore non è pensato come soluzione isolata ma come elemento terminale di un sistema impiantistico integrato: due biodigestori – a Cesano e Casal Selce – per il recupero di materia ed energia dalla frazione umida, e due impianti a Rocca Cencia e Ponte Malnome per la selezione e il recupero dalle frazioni secche.

A regime, il ciclo dei rifiuti della capitale potrà chiudersi in autonomia, senza più dipendere da discariche e impianti fuori regione. Il traguardo della raccolta differenziata è fissato al 70% entro il 2035, partendo dall’attuale 50%. “La quantità di rifiuti prevista per il termovalorizzatore è tarata sui risultati che raggiungeremo sulla raccolta differenziata”, ha precisato Gualtieri.

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