17 Aprile 2024
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Baci Perugina, tutto nasce da un “cazzotto”

“Sotto una buona stella. Accendiamo un futuro di emozioni”. Le vicende di Luisa Spagnoli e Giovanni Buitoni accendono le festività natalizie a Milano attraverso una installazione e una raccolta fondi per bambini in condizioni di povertà. Ma come era nata la storia del bacio più famoso d’Italia?

«Ti auguro che anche le piccole cose possano lasciarti un grande sorriso». È Baci Perugina a riempire di luce Piazza dei Mercanti a Milano, nell’ambito dell’iniziativa del Comune volta ad accendere la città durante le festività natalizie. Un’installazione, progettata da Dentsu Creative, utile anche per sostenere, grazie all’impegno della Fondazione l’Albero della Vita, la raccolta di fondi «Sotto una buona stella. Accendiamo un futuro di emozioni» mirata a favorire percorsi educativi per bambini che vivono in condizioni di povertà. Nel periodo del Natale, risulta ancor più fruttuosa la vicenda personale e imprenditoriale di Luisa Spagnoli e Giovanni Buitoni. Creazioni tangibili e lasciti che parlano di loro come di due persone antesignane di tendenze, quasi necessità, divenute poi stili di vita.

La loro storia si interseca inevitabilmente con quella dell’Italia e, nella sua irreversibile attualità, con gli slanci interiori di donne e uomini del nostro tempo. La storia di Luisa Spagnoli sarebbe passata quasi inosservata se non fosse stato per lo spunto offerto alla curiosità da una trasmissione televisiva dedicata all’occupazione femminile e per la volontà e la capacità del management dell’attuale proprietà, Nestlé, di ricostruire a distanza, grazie a testimonianze di ex operaie, i moti di un animo. Sono molti gli elementi che toccano e incuriosiscono della “vicenda terrena” di Luisa Spagnoli. La spontaneità, come tratto caratteriale di una donna portata per il successo, ma lontana dal jet set, la competenza e la voglia di fare, il senso di responsabilità verso i suoi dipendenti, prevalentemente donne, durante la grande guerra.

Inoltre, la complementarietà con una mente visionaria ed eccelsa come quella di Giovanni Buitoni, corrispondenza nata sul lavoro, ma che pare deputata a compensare il talento impalpabile, ma limpido, di entrambi in diversi ambiti, al fine di produrre effetti visibili e duraturi e, inevitabilmente, di trasformare la vita di molte persone. Ad eccezione di taccuini di ricette, nell’Archivio Storico Buitoni Perugina, non esistono scritti di Luisa che riconducano a consapevole autostima da usare, in futuro, ai fini del marketing. Si evince, però, che il Bacio nasce da un problema di bilancio. Lei non voleva gettare le briciole delle nocciole e ha ragionato come chi prepara una polpetta con gli avanzi. Grazie al Bacio è oggi possibile comprendere il punto di congiunzione delle vocazioni dei due protagonisti di questa esperienza imprenditoriale e umana:

lei è innovazione di prodotto, non il profilo, non la “visione”. A quell’impasto non darà, infatti, alcuna importanza. È contenta di aver creato un “brutto ma buono” recupero e gli darà il nome di “cazzotto”: descrizione dirompente che non è, però, la giusta scelta per allettare l’Italia. A trovare la parola adatta sarà Giovanni: penserà al nome, al gesto capace di moltiplicare la fortuna di un prodotto destinato a rimanere, in ogni tempo, simbolo e messaggero d’amore.

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