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Personaggi

Cloe Giani e l’amore senza confini

08.03.2024

Giovane promessa del tennis italiano, Cloe Giani è scomparsa a 12 anni l’8 giugno 2021 per un’aritmia maligna. Le sue foto ora colorano le pareti del Liceo Scientifico Sportivo che porta il suo nome, nato da un’idea di Stefania Giavazzi, mamma di Cloe.

In campo ci vogliono testa e cuore. Testa per mantenere alta la concentrazione, cuore per raggiungere l’obiettivo e continuare la partita anche quando un set non va al meglio. Con questi due elementi un atleta può fare miracoli mentre i tifosi rimangono con il fiato sospeso fino all’ultimo secondo del match.

Cloe Giani lo sapeva bene. Prima di ogni servizio, cercava con lo sguardo sua mamma, sempre presente, e una volta intercettata mimava con le mani il suo motto “testa e cuore”, toccandosi il capo e il petto. Un gesto semplice, eppure potente, che dice molto di chi lo compie. Idee chiare, innato senso del sacrificio, precoce responsabilità, ma anche infinita dolcezza, rara empatia e genuina gentilezza. «Cloe era speciale: aveva un modo unico di entrare in connessione con gli altri» racconta Stefania Giavazzi. Nelle sue parole vive una ragazza che con entusiasmo e naturalezza portava gioia nelle esistenze altrui. «Ogni giorno, all’uscita da scuola, mi comprava un fiore – continua –. Lei riempiva le mie giornate. Dopo Cloe, solo il vuoto».

Dove non c’è giustizia, né ragione, arriva l’amore, quello che “move il sole e l’altre stelle”, di gran lunga più forte del dolore. «Ad un certo punto ho abbandonato la poltrona del pianto, ho preso esempio da Cloe, mi sono affidata agli amici che mi hanno inondata di affetto». Stefania ha scelto di diventare la miglior versione di sé: armata di una «energia sovraumana» ha fondato a Milano il Liceo Scientifico Sportivo “Cloe Giani”. Un’impresa che ha dell’incredibile: a marzo 2022 la presentazione del progetto a Regione Lombardia, a settembre dello stesso anno i primi iscritti. Ora gli studenti sono trenta, di cui undici atleti di interesse nazionale, e per il prossimo anno scolastico sono arrivate già quaranta richieste.

«Questa scuola è per Cloe che si allenava quattro ore al giorno e già alle medie faceva uno sforzo significativo per conciliare studio e sport». Una realtà fatta per amore e con amore. Lo si percepisce varcando la porta dell’istituto. Nei pressi della segreteria una scritta disegnata sul muro dà il benvenuto: “Punta alla Luna, male che vada avrai vagabondato tra le stelle”. «Qui i ragazzi possono dare il meglio affrontando ogni sfida in assoluta serenità – spiega Stefania –. Offriamo loro la possibilità di portare avanti due carriere, quella scolastica e sportiva, senza rinunciare ai sogni e a una formazione di alto livello attraverso percorsi personalizzati, tutor individuali, lezioni registrate». Un ambiente sano, come ogni scuola dovrebbe essere, frequentata da atleti che sarebbero potuti essere compagni o amici di Cloe. Come Marta, 15 anni, che si allena quattro volte alla settimana e il suo “sì, per sempre” alla pallavolo lo ha detto a tre anni o come Mattia, 13 anni, che gioca nell’Olimpia Milano e non ha alcun dubbio sul fatto che la pallacanestro è parte fondamentale della sua vita: «In campo imparo la disciplina», dice. Giovani con storie diverse che seguono alla lettera il mantra di Cloe: testa per studiare, cuore per amare.

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