24 Febbraio 2024
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Dio chiama lui, “il più bello d’Italia” diventa prete

Negli ultimi trent’anni cala il numero di sacerdoti del 16,5%. Ma la vocazione del 21enne Edoardo Santini resiste alla tendenza. Nel 2019 era diventato il maschio italiano più bello, oggi vuole diventare prete e ci racconta la sua storia.

I dati parlano chiaro: negli ultimi trent’anni c’è stato un calo di sacerdoti del 16,5%, una flessione in parte compensata da un sempre maggior numero di sacerdoti stranieri al servizio delle diocesi italiane. Poi, però, dobbiamo anche pensare che la media di età dei sacerdoti italiani è di 61,8 anni ed è aumentata del 4,1% nell’arco degli ultimi 20 anni. In calo sono, in particolare, i preti fino ai 30 anni di età, passati dai 1.708 nel 2000 ai 599 nel 2020 (-60%), a fronte di un calo demografico pari al 20%. Poi ci sono casi rari, come la storia di Edoardo Santini, modello ventunenne eletto “Il più bello d’Italia” nel 2019, il quale sta entrando in seminario per cominciare il percorso che gli permetterà di diventare sacerdote.

Cosa è una vocazione? È la chiamata di Dio ad abbracciare la vita religiosa. La parola deriva dal latino “vocare”, ovvero chiamare, ma cosa si sente davvero quando si ha “la chiamata”? Non si sente, ma si prova una certezza interiore che nasce dalla grazia di Dio che tocca l’anima e chiede una risposta libera. Quindi ogni vocazione è un caso a sé, in quanto legata alla storia della persona «chiamata», ma anche alle sue esperienze di vita e inclinazioni. Ci sono alcuni indizi, dei segni, con cui la vocazione si manifesta, e che bisogna imparare ad ascoltare e riconoscere e che portano a un percorso propedeutico, come nel caso di Edoardo.

«A 21 anni mi ritrovo in cammino per diventare, se Dio vorrà, un prete. Ho avuto modo di incontrare dei ragazzi che, mostrandomi cosa vuol dire essere chiesa’, mi hanno dato la forza di indagare queste varie paure che mi impedivano di approfondire». Ovviamente, in parte sta dicendo addio alla professione di modello e attore nonché bello, perché dei sì comportano inevitabilmente dei no: «Non abbandono tutto, perché le mie passioni fanno parte di me, ma le vivrò e riproporrò in contesti diversi». Santini sui suoi social racconta che lo scorso anno per fare un primo passo è andato a vivere con due preti e quella è stata l’esperienza più bella della sua vita, un’esperienza che gli ha permesso di incontrare dei fratelli e, dice, «nella quotidianità trovare quella risposta che aspettavo scendesse dall’alto». Santini, dopo la richiesta al vescovo, è entrato al propedeutico, ha iniziato a studiare teologia e a prestare servizio in due parrocchie nella diocesi fiorentina.
Ad oggi, il giovane non sa ancora se diventerà prete, ma è lì per scoprirlo. Ha fatto quel passo che lo terrorizzava, che gli impediva di essere pienamente sé stesso. «Quello di cui però sono certo è che non mi pentirò di questo viaggio, perché ora posso gridare: sono Edoardo, 21 anni e sono felice», conclude Santini.

Credito fotografico: @edoardosantini ig Instagram

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