14 Aprile 2024
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Personaggi

Francesca Risi e il potere delle parole

08.03.2024

Stylist, storica compagna del cantautore Manuel Agnelli e mamma di Emma, Francesca Risi è una creatura rara, una sognatrice senza tempo e amica dei libri che crede nell’esistenza della pura gentilezza e nel potere, a volte magico, delle parole.

«Quando ero una giovane universitaria passavo tantissimo tempo in una piccola libreria di via Foppa a Milano. Tornavo lì ogni volta che finivo di leggere un libro, ed ero certa che il libraio avrebbe saputo consigliarmi un altro romanzo di cui innamorarmi perdutamente. Questo mestiere non esiste più ed è un peccato: ora chi suggerisce ai ragazzi che storia leggere dopo Moby Dick o quale avventura iniziare dopo Il vecchio e il mare?». Francesca Risi ha un rapporto sentimentale e profondo con i libri: ne ha letti, anzi, vissuti infiniti, ma non ne ha mai scritto uno. «Non potrei mai fare una cosa del genere – dice -. Viviamo in un Paese in cui ci sono più autori che lettori e non ci rendiamo conto che l’italiano si sta impoverendo. Mi sorprendo quando incontro persone in grado di descrivere un fatto o un luogo con intensità diversa, usando parole bellissime».

C’è bisogno di cultura e di bellezza, ma come ritrovarle? Era il 2019 quando Francesca, Manuel Agnelli, Rodrigo D’Erasmo (rispettivamente frontman e violinista degli Afterhours, ndr) e Gianluca Segale aprivano nel cuore di Milano “Germi – Luogo di contaminazione”, circolo letterario che prende il nome dal quarto album degli Afterhours. Uno spazio in cui il tempo si è fermato in un’epoca non ben definita: luci soffuse, antiche poltrone, musica dal vivo o riprodotta da un miracolato jukebox che funziona a gettoni creano una specie di set cinematografico delle meraviglie in cui tutti possono prendere parte alle riprese nel ruolo che meglio credono.

Alcuni potrebbero pensare che si tratti di un progetto di un gruppo di nostalgici o di pazzi, ma i fondatori di Germi sono semplicemente dei sognatori. E Francesca, che vive immersa nelle parole, è la più forte in questa pratica. «Volevamo creare una dimensione in cui far interagire musica, cultura e teatro in modo diverso dal consueto – racconta Francesca –. Un luogo in cui le persone possano contaminarsi attraverso una comunicazione vera, verbale, fatta guardandosi negli occhi. Abbiamo bisogno di riscoprire il piacere e la necessità della connessione umana». Che tu sia da solo o in compagnia, se entri da Germi puoi stare sicuro che qualcuno ti dirà “Ciao, come stai?”, oppure “Ciao come ti chiami?”. Qui la cortesia è di casa, non esiste la fretta e il cellulare prende quasi mai. In effetti lo smartphone non serve quando sei circondato da pareti fatte da libri. Questo è il regno di Francesca, diventata libraia di Germi: «La lettura è la ricerca curiosa, è la possibilità magica di vivere altre vite, di poter essere in qualsiasi tempo. I personaggi dei libri fanno parte della mia vita tanto quelle reali: a volte mi chiedo: cosa farebbe il protagonista di un certo romanzo se fosse al mio posto». I personaggi dei libri insegnano e ci fanno compagnia nell’evasione dalla realtà, non abbandonandoci mai. In un momento storico in cui si fa fatica a leggere perché considerato «troppo faticoso, richiedendo un processo attivo», Francesca vuole ispirare le persone con i libri. «Chi non legge si basta da solo e io diffido di questi individui. Con ogni libro possiamo metterci in discussione, porci domande e trovare delle risposte: non è meraviglioso?».

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