Milano apre alcune delle sue porte meno accessibili. Sabato 10 e domenica 11 ottobre tornano le Giornate FAI d’Autunno, giunte alla 15ª edizione, con oltre 700 luoghi visitabili in 350 città italiane. In Lombardia il programma mette insieme palazzi storici, architetture contemporanee, siti produttivi, ville, musei e aree naturali. Le visite sono a contributo libero.
A Milano la selezione permette soprattutto di leggere la città attraverso edifici molto diversi tra loro: dal Settecento dei palazzi nobiliari alla trasformazione dello skyline, fino agli spazi produttivi e alle architetture progettate secondo criteri di efficienza e sostenibilità.
Da Tiepolo a CityLife
Tra le aperture più particolari c’è Palazzo Dugnani, edificio settecentesco chiuso da anni. Al suo interno si trova il ciclo di affreschi realizzato da Giambattista Tiepolo nel 1731 per la famiglia Casati.
Il percorso cambia completamente prospettiva a CityLife, dove sarà possibile visitare CityWave, il complesso progettato dallo studio BIG – Bjarke Ingels Group e ancora in fase di completamento. La struttura è formata da due edifici collegati da una copertura sospesa a forma di onda, con una campata superiore ai 200 metri. La copertura integra oltre 11.000 metri quadrati di pannelli fotovoltaici: un esempio utile per osservare come la produzione energetica possa essere incorporata nella progettazione di un grande edificio urbano.
Anche Gioia 22 entra nel programma con una visita dedicata alla sua architettura e alla sostenibilità dell’edificio. La torre raggiunge i 120 metri di altezza. Al Palazzo Lombardia, invece, il pubblico potrà salire fino al Belvedere del 39° piano e osservare la città dall’alto.
Dai rifugi ai luoghi della produzione
C’è anche una Milano meno visibile. Al Palazzo delle Finanze le visite permetteranno di accedere al caveau, al rifugio antiaereo e alla “loggia della fortuna”, dove si svolgevano le estrazioni del lotto. Tra le altre aperture figurano Palazzo Cusani, Villa Necchi Campiglio, la Fondazione Renzo Piano, Casa BFF e BFF Gallery, il Museo Kartell e Dolce & Gabbana Casa.
Fuori dal capoluogo, il programma cambia ancora scala. A Binasco il MUMAC, Museo della Macchina per Caffè, racconta attraverso design e tecnologia la storia delle macchine per espresso e del loro rapporto con i consumi e la cultura italiana. A Magenta il percorso comprende la Riserva naturale La Fagiana-Ponte Vecchio, mentre a Novate Milanese sarà visitabile la Fonderia artistica Cubro.
Il calendario lombardo porta poi verso il paesaggio e il patrimonio produttivo. Nel Parco di Monza saranno aperte Villa Mirabello e Villa Mirabellino, insieme al Belvedere dei Liriodendri progettato da Luigi Canonica. Il recupero del Belvedere è stato sostenuto dal programma FAI I Luoghi del Cuore e la sua inaugurazione è prevista proprio il 10 ottobre.
Una Lombardia oltre i capoluoghi
A Tavernola, in provincia di Como, si potrà entrare nel Cantiere Navigazione Laghi, dove vengono effettuate la manutenzione dei battelli e l’assemblaggio di nuove navi. A Comerio, nel Varesotto, l’apertura riguarda lo stabilimento dell’ex Ignis, storico marchio italiano degli elettrodomestici, inserito in un contesto descritto dal FAI come un micro-ambiente particolare.
A Bergamo sarà invece accessibile per la prima volta il Seminario Vescovile Giovanni XXIII, compresi gli spazi destinati alla formazione dei sacerdoti. A Brescia il programma comprende 21 visite tra città e provincia, con aperture che spaziano dal patrimonio religioso e storico ai siti archeologici.
L’edizione 2026 dedica inoltre un’attenzione specifica all’artigianato italiano e al Made in Italy, con oltre 75 aperture e visite speciali dedicate a mestieri, manifatture e competenze produttive.
Per Milano e per le altre province lombarde, orari, eventuali prenotazioni, punti di ritrovo e modalità di accesso vanno verificati sul portale ufficiale delle Giornate FAI, perché possono variare da luogo a luogo.
