Nel 2025 l’Italia del volontariato ha battuto un colpo. I volontari di Retake hanno messo insieme 2.152 eventi in un solo anno, coinvolgendo oltre 55 mila persone tra cittadini e studenti e raccogliendo più di 100 tonnellate di rifiuti. Numeri che raccontano un attivismo diffuso, continuo, capillare.
Dietro quei 2.152 appuntamenti ci sono 42.335 cittadini attivi e 14.930 studenti, chiamati a fare. Il risultato è visibile: spazi pubblici liberati dall’abbandono, parchi più curati, strade e piazze che tornano a essere luoghi vissuti. Un’azione che attraversa tutta la Penisola e che dimostra come la rigenerazione urbana non sia solo una parola elegante da convegno, ma una pratica quotidiana.


I rifiuti tolti di mezzo
Nel corso dell’anno sono state rimosse oltre 80 tonnellate di rifiuti indifferenziati, insieme a più di 12 tonnellate di vetro, quasi 6 di plastica, oltre una tonnellata di carta e anche l’alluminio. Un contributo diretto alla riduzione dell’impatto ambientale urbano, in prima persona.
Nel 2025 i volontari hanno curato o annaffiato 6.391 aiuole e alberi, sfalciato quasi 80 mila metri quadrati di erba, riqualificato quasi 19 mila superfici verticali e rigenerato 1.253 arredi urbani. Panchine, muretti, giochi, spazi comuni che tornano ad avere una funzione e, soprattutto, un senso collettivo.
Da un quartiere di Roma a oltre 50 città
Questi numeri aiutano a capire la traiettoria di un movimento nato quindici anni fa a Roma, dall’iniziativa di Rebecca Spitzmiller, una cittadina stanca di vedere il proprio quartiere scivolare nel degrado. Da quell’atto di esasperazione è cresciuta una rete oggi presente in oltre 50 città italiane, animata da un’idea radicale: lo spazio pubblico è responsabilità di tutti.
“Il 2025 dimostra che esiste un’Italia che non si rassegna al degrado e sceglie di agire”, spiega Fabrizio Milone, presidente di Retake. “Dietro questi numeri c’è una comunità ampia e consapevole, fatta di cittadini e studenti che credono nella rigenerazione dei luoghi come strumento per rafforzare i legami tra le persone e lo spirito di comunità”.
Il 2026 è già iniziato
E, ovviamente, non è finita qui. I primi eventi ecologici del 2026 sono già partiti, segno che la mobilitazione segue i bisogni dei territori. Attraverso l’app Retake è possibile individuare gli appuntamenti attivi e partecipare. Perché, dati alla mano, prendersi cura delle città funziona. E, a quanto pare, contagia.
