Il Quebec ospita il 15% della popolazione canadese di renne caribù delle foreste ma negli ultimi dieci anni questa percentuale si è dimezzata. Il 30 giugno il governo federale e quello del Quebec hanno annunciato un accordo per la tutela della specie. Ottawa metterà sul tavolo 25 milioni di dollari canadesi in cinque anni, destinati alla gestione dell’habitat e delle mandrie. A questi si aggiungono altri 15 milioni, sempre dal governo federale, riservati alle comunità indigene (Prime Nazioni) che vivono nei territori occupati dai caribù, per il monitoraggio delle popolazioni e la gestione dei loro habitat. Il Quebec, dal canto suo, aveva già stanziato autonomamente 59,5 milioni di dollari per il periodo 2024-2028: la nuova intesa federale si somma dunque a un impegno provinciale preesistente. Sulla carta è la cifra più alta mai messa sul tavolo per questo dossier. Ma la strategia di conservazione promessa dieci anni fa non esiste ancora, e i fondi finanziano soprattutto uno strumento che i biologi definiscono un ripiego: i recinti di maternità.
Recinti che non sostituiscono l’habitat
In Quebec sopravvivono 13 mandrie di caribù delle foreste, tra 6.800 e 8.900 esemplari in tutto. Una femmina partorisce un solo cucciolo l’anno e meno della metà arriva al primo compleanno. Il nuovo accordo si concentra sulle tre mandrie più esposte all’estinzione: Val-d’Or, Charlevoix e Gaspésie. Quella di Val-d’Or, rinchiusa in un recinto protetto dal 2020 con appena sei esemplari superstiti, nell’estate 2026 era cresciuta di una sola unità. Charlevoix, recintata dal 2022, conta oggi 48 animali; Gaspésie, recintata dal 2023, ne conta 20, e quest’anno sette sono stati rilasciati in natura per la prima volta.
Daniel Fortin, biologo dell’Università Laval, chiarisce al Guardian cosa significhi liberare un animale cresciuto in cattività in un bosco che nel frattempo è cambiato: perde i punti di riferimento che gli servono per sopravvivere, e rischia di più. Ma tenerlo recintato in un habitat degradato comporta lo stesso rischio, se quell’habitat non viene ripristinato. “Mettere gli individui in recinti è l’ultima risorsa, qualcosa che si può fare appena prima dell’estinzione”, dice Fortin. “Qualsiasi altra soluzione, al di fuori del ripristino dell’habitat, è solo un palliativo”.
Justina Ray, della Wildlife Conservation Society Canada, va dritta al punto debole dell’intesa: mancano dettagli su come e quando l’habitat verrà davvero recuperato, e manca un meccanismo di responsabilità che obblighi il Quebec a rendere conto dei risultati.
Il problema sono le strade
Per prosperare, le caribù delle foreste hanno bisogno che circa il 65% del loro territorio resti privo di disturbi umani. Nella maggior parte delle aree occupate dalle mandrie quebecchesi quella soglia scende sotto il 40%. La causa non è un singolo fattore ma un effetto a catena: oltre 500.000 chilometri di strade sterrate, costruite per l’accesso ai tagli forestali, attraversano i boschi della provincia. Le strade favoriscono l’espansione degli alci, che a loro volta attirano i lupi, il principale predatore delle caribù. Il governo prova a compensare con abbattimenti selettivi dei lupi, ma secondo l’ecologo Martin-Hugues St-Laurent dell’Università del Quebec a Rimouski restano misure “provvisorie”, frenate dall’opposizione locale alla chiusura delle strade usate da cacciatori e pescatori.
St-Laurent nota anche che il legname facile da tagliare in Quebec si sta esaurendo, mentre gli incendi legati al cambiamento climatico riducono ulteriormente la foresta sfruttabile: questo spinge le compagnie forestali proprio verso gli ultimi lembi protetti per le caribù. Un modello alternativo esiste già nella Columbia Britannica, dove i recinti sono stati affiancati fin dall’inizio dal controllo dei predatori, dal restauro dell’habitat e da una piena partecipazione delle Prime Nazioni. Alain Branchaud, di SNAP Québec, osserva che i risultati quebecchesi restano incerti: la mandria di Charlevoix cresce, ma a Gaspésie due femmine sono morte durante l’operazione di rilascio, e a Val-d’Or, dopo cinque anni di recinto, non è successo praticamente nulla.
