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Personaggi

Luca Perri e il talento divulgativo

02.04.2024

Il telescopio e il microfono sono i suoi strumenti quotidiani. L’uno per fare ricerca nel cielo, l’altro per divulgare la scienza sulla Terra. Laureato in Astrofisica e Fisica dello Spazio, Luca Perri è membro dell’Istituto Nazionale di Astrofisica.

«Da bambino volevo fare l’astronauta, l’egittologo e il falegname». Tre prospettive che dicono tanto della persona brillante e ironica che è Luca Perri, astrofisico dotato di una rara capacità: l’empatia. Molti la sviluppano nel tempo, mentre lui, probabilmente, l’ha sempre avuta. Questa, unita a un’eccellente vena comunicata, fa di lui un professionista con la stoffa del divulgatore. Si distingue da molti altri del mestiere per l’atteggiamento naturalmente spassoso, ma non per questo meno professionale. «Faccio fatica a stare serio troppo e lungo – confessa –. Nelle conferenze la parlantina, o “logorrea” come la chiamo io, è mia alleata». Dal piccolo schermo, ai podcast, dai libri ai documentari: negli anni ha collezionato collaborazioni con numerose realtà, come le emittenti Radio 24 e Radio Capital, i quotidiani La Repubblica e Il Corriere della Sera; le riviste Focus e Focus Junior, il Festival della Scienza di Genova e il Lucca Comics & Games.

Il DNA ha sicuramente segnato la sua strada: padre medico, mamma insegnante di fisica. Non gli mancava di certo la materia prima per diventare uomo degli astri. «Vivevo in una casa piena di libri di scienza», racconta. Poi a 11 anni l’illuminazione sulla via di Damasco: il libro “Viaggio nel cosmo” di Piero Angela, con cui, molti anni dopo, Perri ha anche avuto l’onore di lavorare. «Conobbi Piero nel 2017 ad una conferenza – spiega Perri –. In quell’occasione gli portai il libro da lui scritto che avevo letto da bambino, mi fece una dedica bellissima». Il rapporto con Angela non finì in quell’occasione: «Piero selezionò cinque giovani divulgatori, tra cui me, per il programma “SuperQuark+” – aggiunge –. Dopo la sua morte, ho continuato a lavorare in RAI con il figlio Alberto nel programma “Noos-L’avventura della conoscenza”».

Perri muove i primi passi da divulgatore a 17 anni, grazie a una visita scolastica a Bergamo Scienza, il più importante festival d’ambito in Italia, di cui ora l’astrofisico, nato a San Giovanni Bianco in Val Brembana (in provincia di Bergamo, ndr), è coordinatore scientifico. Partito come volontario, con gli anni l’astrofisico conquista enormi successi. Se ci fossero stati in passato più divulgatori come Luca Perri, forse ci sarebbero ora meno cospirazionisti che non credono nel cambiamento climatico.  Sicuramente avremmo un mondo con più persone consapevoli di che cosa saranno costrette ad affrontare le nuove generazioni per colpa della crisi climatica e ambientale causata dall’uomo. «Per molto tempo gli scienziati hanno comunicato solo i dati, convinti che bastassero – ammette –. Alcuni sono stati arroganti e persino spocchiosi». Oltre al dilagare di una ignoranza generalizzata, questo ha dato modo ai «mercanti del dubbio» di insinuarsi nel discorso pubblico, infettandolo di pregiudizi e bias cognitivi distruttivi. La crisi climatica è un dato di fatto, anche se «è molto più tranquillizzante credere che non lo sia».

Perri è erede, non di sangue, del modo di fare divulgazione degli Angela, semplice e competente. «Per me la scienza è un grande gioco in cui voglio includere più gente possibile». Se la conoscenza può salvare il mondo, che senso ha che sia comprensibile solo a una cerchia ristretta di persone?

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