8 Gennaio 2026
/ 7.01.2026

Milano è la città italiana dove la vita costa di più

Dal paniere quotidiano al caffè al bar: l’ultima indagine Codacons fotografa un capoluogo sempre più caro, con divari profondi rispetto al resto d’Italia

Milano non sorprende più nessuno quando si parla di prezzi alti. Ma i numeri dell’ultima indagine del Codacons riescono comunque a colpire per l’entità delle differenze registrate con gli altri capoluoghi italiani. Nel 2025 la città della Madonnina si conferma la città italiana con il costo della vita più elevato: per un paniere di beni e servizi di uso comune la spesa media arriva a 598,95 euro. È il dato più alto tra le 18 grandi città monitorate e supera del 62,3% quello registrato a Napoli, che chiude la classifica come città più economica.

Il paniere preso in esame non riguarda consumi eccezionali, ma la quotidianità: prodotti alimentari e ortofrutticoli, servizi come il dentista, la messa in piega dal parrucchiere, la tintoria, il lavaggio dell’auto, fino alla toelettatura dei cani. Voci che raccontano come il costo della vita non sia composto solo da affitti o bollette, ma il risultato di una somma di spese ricorrenti che, mese dopo mese, incidono sul bilancio delle famiglie.

Il divario con il resto del Paese

Dopo Milano, la classifica dei rincari vede Aosta con una spesa complessiva di 586 euro e Bolzano con 574. All’estremo opposto Napoli si ferma a circa 369 euro, seguita da Palermo e Catanzaro. Una distanza che restituisce l’immagine di un Paese profondamente diseguale, dove vivere in una grande città del Nord comporta un impegno economico molto diverso rispetto ad altre realtà urbane.

Se si guarda esclusivamente alla spesa alimentare, Milano non risulta la città più cara in assoluto, ma resta distante dalle aree più convenienti. Per l’acquisto di 28 prodotti di base, Catanzaro è la città più economica con circa 165 euro, seguita da Napoli e Bari. Bolzano guida invece la classifica dei prezzi più elevati per cibi e bevande, con una spesa media di circa 220 euro.

Il costo dei piccoli gesti

È nei dettagli che Milano mostra con maggiore chiarezza il peso del carovita. Un panino al bar arriva in media a 5,64 euro, contro una media nazionale di 3,80 e i 2,67 euro di Ancona. Anche le differenze sui servizi sono marcate: un’otturazione dal dentista può costare 176 euro ad Aosta e appena 70 a Napoli. Lavare l’auto è un’operazione relativamente economica ad Ancona, mentre a Bolzano supera i 21 euro, con la stessa città che registra anche il prezzo medio più alto per il cappuccino al bar.

Non mancano però le eccezioni che complicano la lettura dei dati. Milano, pur guidando la classifica generale dei costi, risulta la città più economica per il servizio di lavaggio e stiratura di una camicia, con un prezzo medio di 2,89 euro, inferiore a quello registrato in molte città del Centro e del Sud. Un’anomalia che dimostra come il carovita non segua schemi sempre lineari.

Tempo libero e servizi: un’altra mappa dei prezzi

Anche il tempo libero racconta una geografia disomogenea. Per andare al cinema conviene Bari, dove il biglietto costa in media 7,3 euro, mentre a Genova si superano gli 11. Per il parrucchiere, invece, Napoli resta la città più conveniente: una messa in piega costa meno di 13 euro, contro i 23,5 della più cara Bologna, mentre il taglio donna può arrivare a 30 euro a Trieste.

L’indagine Codacons, basata sui dati dell’Osservatorio prezzi del Mimit, restituisce così l’immagine di una Milano dinamica ma onerosa, dove ogni aspetto della vita quotidiana tende a costare di più, anche se non sempre nello stesso modo. Ed è proprio nella somma di questi costi, spesso dati per scontati, che il divario con il resto del Paese diventa più evidente.

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