5 Marzo 2026
/ 5.03.2026

Ostiense, riaffiora una necropoli

Tombe, affreschi e mosaici dalla Roma anticari emergono dal sottosuolo

A pochi passi dalla basilica di San Paolo fuori le Mura, il sottosuolo di Roma ha restituito un’altra delle sue meraviglie. Durante scavi legati a un progetto edilizio lungo la via Ostiense è emerso un vasto complesso funerario di epoca romana, con tombe decorate, ambienti affrescati e resti architettonici che raccontano una storia lunga secoli.

La scoperta conferma ancora una volta quanto il territorio della capitale sia stratificato: basta scendere di pochi metri sotto il livello stradale per imbattersi in testimonianze di epoche remote. In questo caso si tratta di una porzione significativa della cosiddetta necropoli ostiense, un grande sistema di sepolture sviluppatosi lungo l’antica via che collegava Roma al porto di Ostia.

Un complesso funerario ricco e articolato

Le indagini archeologiche hanno già individuato almeno una ventina di edifici funerari, alcuni dei quali con elementi decorativi ancora riconoscibili. Il complesso più grande sembra essere dotato di un’abside e in origine doveva avere un piano superiore decorato con mosaici a tessere bianche e nere.

Gli ambienti scoperti mostrano tracce di pitture murali, stucchi e decorazioni che indicano una committenza non modesta. Le tombe, in alcuni casi, sono state ritrovate con elementi decorativi e architettonici che suggeriscono l’esistenza di piccoli edifici funerari organizzati attorno a cortili interni, secondo una tipologia piuttosto diffusa nella Roma imperiale.

Le strutture finora emerse coprono un arco cronologico molto ampio: le sepolture più antiche risalirebbero al I secolo avanti Cristo, mentre le più recenti arrivano fino al III e IV secolo dopo Cristo: l’area è stata utilizzata come spazio funerario per diversi secoli.

Il contesto della via Ostiense

Non è un caso che le sepolture emergano proprio qui. Nell’antica Roma le necropoli si sviluppavano lungo le principali vie consolari fuori dalle mura urbane, perché la legge vietava di seppellire i morti all’interno della città. La via Ostiense, che collegava la capitale al porto commerciale sul Tevere, era dunque una delle arterie principali lungo cui si allineavano tombe e monumenti funerari.

La vicinanza alla basilica di San Paolo fuori le Mura rafforza il valore storico dell’area. Secondo la tradizione, proprio in questa zona si trovava la sepoltura dell’apostolo Paolo, intorno alla quale nei secoli si è sviluppato uno dei più importanti complessi religiosi della cristianità.

Uno scavo ancora agli inizi

Gli archeologi sottolineano che la scoperta è soltanto all’inizio. Le indagini hanno finora interessato una porzione limitata del sito e molte strutture devono ancora essere esplorate. È probabile che nuovi ambienti, tombe e oggetti emergano nelle prossime fasi dello scavo, offrendo informazioni più precise sulla composizione sociale e sulla storia della necropoli.

Tra gli elementi già individuati ci sono ambienti funerari quadrangolari e resti di coperture decorate, oltre a frammenti architettonici e possibili epigrafi. Non si esclude che possano venire alla luce anche corredi funerari o sculture.

Il futuro dell’area

Il sito si trova su un terreno privato destinato alla realizzazione di uno studentato universitario. La scoperta ha quindi aperto una fase di confronto tra progetto edilizio e tutela archeologica. Come avviene in questi casi, sarà la Soprintendenza a stabilire le modalità di conservazione e valorizzazione delle strutture emerse.

Una possibilità è che parte dei resti venga integrata nel nuovo complesso edilizio oppure conservata e documentata prima della prosecuzione dei lavori. Molto dipenderà dall’estensione reale della necropoli e dal valore dei reperti che emergeranno nelle prossime settimane.

Roma, città che non smette di sorprendere

La scoperta lungo la via Ostiense ricorda quanto il sottosuolo di Roma sia ancora in gran parte inesplorato. Ogni intervento urbanistico può trasformarsi in un viaggio nella storia, riportando alla luce pezzi della città antica rimasti nascosti per secoli.

Tombe, affreschi e mosaici appena riaffiorati raccontano la vita — e la morte — di comunità che abitavano la capitale duemila anni fa. E con ogni nuovo scavo la mappa archeologica di Roma si arricchisce di un altro tassello, confermando che sotto le strade contemporanee esiste una seconda città, pronta a riemergere.

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