28 Settembre 2026
/ 28.09.2026

Pipistrelli, la storia comincia in Europa 65 milioni di anni fa

Uno studio internazionale del consorzio Bat1K, pubblicato su Nature, combina 103 genomi e 44 fossili e sposta l'origine dei chirotteri, oltre 1.500 specie viventi (un quinto di tutti i mammiferi), dall'Africa e dall'Asia all'Europa

Dove e quando comparvero i primi pipistrelli è una questione discussa da decenni. I fossili più antichi noti, risalenti all’Eocene, mostrano già un animale compiuto, con le strutture anatomiche necessarie al volo e all’ecolocalizzazione, e non lasciano vedere le tappe che lo precedettero. Ora una nuova ricostruzione, basata sull’incrocio tra dati genetici e paleontologici, colloca l’origine del gruppo in Europa, circa 65 milioni di anni fa, nel Paleocene.

Lo studio, intitolato “Reference genomes and fossils revise bat family phylogeny and biogeography”, è apparso su Nature il 23 settembre 2026.

È stato condotto da Bat1K, consorzio internazionale nato con l’obiettivo di produrre dati genomi di riferimento, ad alta qualità, per tutte le specie di pipistrelli viventi. Vi hanno lavorato 137 ricercatori provenienti da 64 Paesi; tra le istituzioni coinvolte l’Università di St Andrews, in Scozia, presso cui opera la direttrice del consorzio Sonja Vernes, il Senckenberg Research Institute di Francoforte, con Michael Hiller tra gli autori senior, e il Museum für Naturkunde di Berlino.

Il lavoro rappresenta la prima fase del progetto. Il gruppo ha analizzato i genomi, assemblati a livello cromosomico, di 103 specie, 42 delle quali sequenziate per l’occasione, in modo da rappresentare tutte le 21 famiglie di chirotteri oggi riconosciute. A questi dati è stato affiancato un insieme di 699 caratteri morfologici relativi a 65 specie, tra cui 44 fossili anteriori al Quaternario. Modelli statistici che tengono conto dell’età dei reperti hanno permesso di collocare ciascuna linea evolutiva nel tempo e nello spazio.

Un’origine europea

Secondo il modello biogeografico, l’antenato comune di tutti i pipistrelli visse in Europa; la probabilità che l’origine sia europea, una stima statistica ottenuta dal modello, è del 99,2%. Da qui i discendenti si sarebbero diffusi soprattutto verso l’Africa, dando forma a un asse Europa-Africa dal quale ebbero origine le successive espansioni verso Asia, Americhe e Australia.

Il risultato supera le ipotesi precedenti, che indicavano il Nord America, l’Africa o l’Asia. La questione è rimasta aperta a lungo anche per una ragione intrinseca: i pipistrelli sono gli unici mammiferi capaci di volo attivo e possono percorrere grandi distanze, con il risultato di cancellare nel tempo le tracce geografiche delle loro origini. Le principali linee evolutive si sarebbero differenziate in un intervallo di tempo ristretto, attorno a 56 milioni di anni fa, in coincidenza con il massimo termico del passaggio tra Paleocene ed Eocene, una fase di forte e rapido riscaldamento globale.

Il volo e l’ecolocalizzazione

La ricostruzione riguarda anche i due tratti che più distinguono i chirotteri. Il primo è il volo attivo, che secondo lo studio era già presente nelle fasi iniziali della storia del gruppo. Il secondo è l’ecolocalizzazione laringea, cioè la capacità di emettere suoni con la laringe e di interpretarne l’eco per orientarsi al buio e individuare le prede.

Un indizio importante viene da Vielasia, pipistrello fossile che l’analisi colloca nel più antico ramo di pipistrelli primitivi. Questa posizione indica che l’ecolocalizzazione laringea precede la diversificazione dei pipistrelli moderni. Volo ed ecolocalizzazione sarebbero dunque comparsi entrambi molto presto, nella stessa linea evolutiva, e non in momenti distinti.

Un albero genealogico rivisto

La ricerca risponde anche a un problema noto alla genetica dei pipistrelli: singoli geni possono raccontare storie evolutive diverse, e i risultati dipendono dalla porzione di DNA che si considera. Per aggirare la difficoltà, il gruppo ha confrontato regioni neutrali del genoma, cioè meno soggette alla selezione naturale, genomi interi e altri dati molecolari, verificando poi i risultati sulla morfologia dei fossili.

Ne è uscita una revisione dell’albero filogenetico dei chirotteri. Tra gli esiti figura la nuova collocazione dei Myzopodidae, famiglia endemica del Madagascar, indicata come il ramo più antico tra i Vespertilionoidea.

Con oltre 1.500 specie, i pipistrelli rappresentano più di un quinto dei mammiferi viventi. Lo studio fornisce ora un quadro di riferimento per indagare anche altre caratteristiche del gruppo, come la resistenza a varie infezioni e la notevole longevità rispetto alle dimensioni corporee.

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