Una rete che nel giro di dieci anni potrebbe sfiorare i 1.717 chilometri, moltiplicando di diverse volte quella odierna. È l’orizzonte del nuovo Biciplan di Roma Capitale, presentato il 17 settembre dal sindaco Roberto Gualtieri, dall’assessore alla Mobilità Eugenio Patanè, dal presidente della commissione Mobilità Giovanni Zannola e dalla presidente di Roma servizi per la mobilità Anna Donati, nell’ambito della Settimana europea della mobilità, quest’anno dedicata al tema “Mobilità per tutti e tutte”, con un focus sull’equità intergenerazionale.
Il piano fissa traguardi progressivi. Nel breve periodo, a tre anni, la rete arriverà a 516 chilometri; a cinque anni l’obiettivo sale a 781; lo scenario a dieci anni porta il totale a 1.717 chilometri. “A cinque anni raggiungeremo lo stesso livello della viabilità primaria”, ha rivendicato Gualtieri, parlando di una rete capace di connettere i quartieri e di integrarsi con il trasporto pubblico.
La fase di ascolto
La novità più concreta nasce dall’ascolto della città. Grazie alla fase partecipativa, lo scenario di lungo periodo si è arricchito di 51 nuovi tracciati ciclopedonali, per ulteriori 142 chilometri. Tra luglio e settembre 2025 sono arrivate 488 comunicazioni, per un totale di 941 osservazioni: l’86% ha espresso un giudizio positivo e, dopo l’analisi tecnica di Roma servizi per la mobilità, il 67% delle istanze è stato accolto.
Sul piano dell’immagine, l’amministrazione punta sul modello della “Bicipolitana“: non tratti isolati sull’asfalto, ma diverse linee, con fermate in corrispondenza dei punti di intersezione e di scambio con il trasporto pubblico o con altri itinerari. Un sistema pensato per orientarsi, in cui rientra anche il potenziamento delle bike box, gli spazi dove lasciare la bici e proseguire su metro e treni.
La crescita dell’uso della bici
I nuovi percorsi attraversano l’intera città, dal centro alle periferie: dalle brevi connessioni di quartiere alle grandi direttrici, come la ciclabile che nel V Municipio unirà Centocelle all’Acquedotto Alessandrino passando per Tor Tre Teste, o l’anello di oltre dodici chilometri che nel IX Municipio arriverà verso la Litoranea.
Per Patanè si tratta di “un passaggio fondamentale per il futuro della mobilità”: il Biciplan, ha spiegato, non è soltanto una mappa di piste ciclabili, ma un piano strategico di rigenerazione urbana e sicurezza stradale, con al centro pedoni, ciclisti e utenti vulnerabili. A sostegno della domanda, l’assessore ha citato alcuni numeri: oltre un milione di romani possiede una bici o un monopattino, e le ciclabili Nomentana e di viale Angelico hanno registrato rispettivamente 474.000 e 436.000 passaggi.
Il piano integrerà anche interventi sulla sicurezza attorno alle scuole, isole ambientali e servizi di interscambio. Ora la bozza dovrà passare in Giunta: da lì diventerà la guida della mobilità capitolina per gli anni a venire.
