Cinquanta minuti. Tanto è durata la riunione che ha chiuso una partita aperta da anni: lo stadio della Roma a Pietralata si farà. Lunedì 28 settembre, nel Parlamentino del Consiglio superiore dei lavori pubblici del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, la conferenza dei servizi decisoria ha approvato il Progetto di fattibilità tecnica ed economica del nuovo impianto, mettendo la parola fine all’iter amministrativo.
Le firme sull’autorizzazione unica
A firmare il provvedimento è stato l’ingegnere Massimo Sessa, commissario straordinario del governo per gli stadi di Euro 2032, che guidava i lavori della conferenza dal 27 luglio scorso. Accanto a lui il sindaco Roberto Gualtieri, nel ruolo di subcommissario, ha controfirmato l’autorizzazione unica, efficace da subito. All’appello manca ancora la firma del presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, assente alla seduta, che arriverà a breve.
Per il Comune è un traguardo atteso a lungo. Il sindaco ha parlato di una “giornata storica”. Gualtieri ha ricordato i quattro anni di lavoro che hanno preceduto il risultato e ha sottolineato che, con l’autorizzazione definitiva, adesso c’è la certezza che l’opera verrà realizzata.
Un investimento da oltre un miliardo
Rocca, pur non essendo presente, ha affidato a una nota il suo commento. Per il governatore il parere favorevole rappresenta un passo avanti importante verso un’opera destinata a portare benefici duraturi alla Capitale e a tutto il Lazio. Ai tifosi, ha spiegato, restituisce la speranza di vedere realizzato un sogno inseguito da generazioni. Alle istituzioni affida invece una responsabilità: accompagnare un investimento di oltre un miliardo di euro affinché si traduca in lavoro, opportunità per le imprese e servizi per i cittadini.
Soddisfatto anche Sessa, che ha letto il via libero come la risposta di un Paese che vuole restare al passo e ha annunciato che ora si procederà con gli altri stadi.
Qualche numero aiuta a capire le dimensioni del progetto. Come riporta Repubblica, il nuovo stadio, disegnato dallo studio Populous, potrà ospitare 61 mila spettatori. Circa 20 mila troveranno posto in una sola curva, destinata a diventare la più grande d’Europa.
Espropri e cantiere: cosa succede adesso
Il percorso burocratico non è del tutto esaurito. Nei prossimi giorni sarà redatto il verbale definitivo, con l’elenco delle prescrizioni. Su un punto Sessa è già stato chiaro: gli oneri per gli espropri spetteranno al concessionario, cioè la As Roma, alla quale viene raccomandato di definire le procedure in modo consensuale. È questa la fase che precederà l’arrivo dei mezzi: nei prossimi mesi la società dovrà muoversi per chiudere le intese con i proprietari delle aree interessate.
Poi sarà il momento delle ruspe. Stando a quanto riferito da Gualtieri, l’apertura del cantiere è prevista per la prossima primavera e i lavori dovrebbero durare tra i due anni e mezzo e i tre. C’è anche una coincidenza simbolica: il 2027 sarà l’anno del centenario della Roma, fondata nel 1927. Il club festeggerà così i suoi cento anni con i mezzi al lavoro sulla sua nuova casa, che dovrebbe essere pronta intorno al 2030.
