Mancava soltanto la sua firma, ed è arrivata. Il parere della Soprintendenza di Stato sul progetto del nuovo stadio della Roma a Pietralata è positivo e cancella l’ultima vera incognita che pesava sulla grande opera giallorossa. Nel documento, che rientra nella valutazione di impatto ambientale, l’ente scrive di non rilevare “motivi ostativi al rilascio del provvedimento di Via”. Un’apertura netta, anche se accompagnata da una lista di osservazioni, raccomandazioni e prescrizioni: non un sì a scatola chiusa. La società della famiglia Friedkin dovrà infatti attenersi ai vincoli posti a tutela del patrimonio monumentale, archeologico e paesaggistico dell’area.
Il nodo archeologico
La partita più delicata restava quella degli scavi. Su questo la Soprintendenza è chiara: l’area finora indagata “non presenta particolari criticità”. I resti della villa romana affiorati nel perimetro dell’impianto dovranno essere riportati alla luce e collocati al centro di un’area cuscinetto, per essere un domani ammirati da cittadini e tifosi. La cisterna romana, invece, verrà inglobata nella struttura in uno spazio appositamente dedicato. Indicazioni arrivano anche sul verde: più alberi lungo i percorsi pedonali e facciate dei parcheggi multipiano schermate con soluzioni di verde verticale.
Firmato dallo studio Populous, il progetto disegna un impianto da 60.605 posti, con una Curva Sud monolitica da quasi 23 mila spettatori, destinata a diventare una delle più imponenti d’Europa. L’investimento, interamente privato, sfiora 1,4 miliardi di euro e non graverà sulle casse pubbliche. Attorno allo stadio nasceranno un museo, un fan store, punti vendita e due parchi: non solo un catino da 60 mila posti, ma il perno della rigenerazione dell’intero quadrante di Pietralata.
La road map
Il passaggio decisivo è fissato per lunedì 28 settembre, quando la conferenza dei servizi decisoria – presieduta dal commissario straordinario per Euro 2032, Massimo Sessa – dovrebbe chiudersi. Il verbale finale, ormai dato per positivo, sarà equiparato all’autorizzazione a costruire, con tanto di variante urbanistica. Dopo la gara indetta da Roma Capitale e la stipula della convenzione con la società, i cantieri potranno partire nel 2027. L’obiettivo è consegnare ai tifosi la nuova casa tra il 2030 e il 2031, in tempo per gli Europei del 2032. Un sogno inseguito per oltre quarant’anni, adesso a un passo dal diventare realtà.
