19 Luglio 2024
Milano, 36°

Occhio di Pernice

Sudafrica, democrazia nel limbo elettorale

26.05.2024

I Paesi geograficamente lontani toccano le coscienze allorquando sono in gioco gli equilibri democratici, non tanto però come per le nazioni contigue e con cui ci sono interazioni sociali, culturali ed economiche. Nel corso dei decenni ha fatto eccezione il Sudafrica, che prima della fine del secolo scorso si è scrollato di dosso l’apartheid che lo rendeva una realtà astratta, con fonti di ricchezza e sacche di povertà e discriminazione tali da creare una profonda dicotomia identitaria. Il 29 maggio, a trent’anni dalle prime elezioni libere tenutesi nel 1994 e che con la vittoria schiacciante dell’African National Congress portarono Nelson Mandela alla presidenza, i sudafricani andranno alle urne per eleggere il nuovo parlamento.

 È una consultazione elettorale che, dopo tre decenni di dominio dell’ANC nella politica del Paese, potrebbe segnare una svolta. Per la prima volta, dopo il definitivo superamento dell’apartheid che ha determinato una distribuzione rappresentativa della popolazione nel parlamento sudafricano, l’ANC rischia di perdere la maggioranza assoluta di cui ha goduto nel corso di tre decenni. A rendere il clima teso è arrivata, lunedì 20 maggio, la sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato ineleggibile l’ex presidente Jacob Zuma, escludendolo definitivamente dalle elezioni legislative del 29 maggio, a causa di una condanna a quindici mesi di prigione comminata nel 2021 per oltraggio alla corte. Proprio l’arresto di Zuma nel 2021 aveva provocato un’ondata di proteste, di cui si era persa memoria dalla fine dell’apartheid, e soprattutto la morte di oltre 350 persone.

Zuma, presidente del Sudafrica dal 2009 al 2018, oggi ottantaduenne, era stato rilasciato dopo meno di tre mesi di detenzione per motivi di salute e, dopo aver abbandonato l’African National Congress, si era candidato per il nuovo partito radicale “uMkhonto we Sizwe”, che ai tempi del regime della minoranza bianca era considerato il braccio armato dell’ANC. Gli scandali che hanno coinvolto l’attuale partito di maggioranza assoluta hanno creato un clima di grande incertezza. Secondo i sondaggisti, l’ANC sarebbe calato al 40% mentre la Democratic alliance, principale partito d’opposizione, avrebbe superato il 20%. E sarà il nuovo parlamento ad eleggere il nuovo presidente.

Quello attuale, Cyril Ramaphosa, è in carica dal 15 febbraio 2018 e nell’agosto 2023 ha presieduto a Johannesburg il 15° vertice BRICS, il raggruppamento delle economie mondiali emergenti formato da Cina, India, Russia, Brasile e a cui si è aggiunto il Sudafrica nel 2010 e nel 2024 ha accolto Emirati Arabi Unici, Egitto, Etiopia e Iran. E proprio le politiche economiche fanno puntare l’attenzione sull’esito delle elezioni sudafricane.

Condividi