27 Gennaio 2026
/ 27.01.2026

Case più efficienti, bollette più leggere e meno CO₂: l’effetto dei bonus

Tra il 2018 e il 2024 la riduzione dei consumi di energia non rinnovabile, quella legata a gas e combustibili fossili, è stata di quasi il 17%

Le case degli italiani consumano meno energia e inquinano meno rispetto a pochi anni fa. Non è uno slogan da campagna pubblicitaria, ma il risultato che emerge dall’analisi degli attestati di prestazione energetica rielaborati da Confedilizia su dati Enea. Tra il 2018 e il 2024 il consumo di energia primaria delle abitazioni si è ridotto di quasi il 13%, mentre le emissioni di anidride carbonica sono scese del 14%. Numeri che raccontano una trasformazione concreta del patrimonio edilizio nazionale.

Il parametro chiave è l’indice che misura quanta energia primaria serve ogni anno per metro quadrato e che determina la classe energetica degli edifici. Nel 2018 il valore medio era di 192,5 kWh per metro quadro; nel 2024 è sceso a 167,7. Un calo netto, che nota Confedilizia, si è accelerato soprattutto negli ultimi anni, tra il 2022 e il 2024, il periodo in cui gli incentivi statali per l’efficientamento energetico hanno iniziato a produrre effetti su larga scala.

La mappa delle classi energetiche

Ancora più marcata è la riduzione dei consumi di energia non rinnovabile, quella legata a gas e combustibili fossili. L’indicatore è diminuito di quasi il 17% in sei anni, con oltre metà del miglioramento concentrato nell’ultimo triennio. Un risultato ottenuto grazie alla maggiore efficienza degli impianti, dagli involucri edilizi alle caldaie, e dalla diffusione delle pompe di calore.

Il miglioramento delle prestazioni energetiche si riflette anche nella mappa delle classi energetiche. Le abitazioni in classe G, la peggiore, sono passate da oltre il 32% a poco più del 24%. Quelle in classe F sono calate leggermente, mentre è quasi raddoppiata la quota di case in classe A, dall’8 al 15%. È un riequilibrio importante, perché la differenza tra una casa efficiente e una energivora è significativa. Nel 2024 un’abitazione in classe A4 ha consumato in media circa 66 kWh per metro quadro all’anno, contro quasi 293 kWh di una casa in classe G. Sul fronte delle emissioni il divario è ancora più evidente: poco più di 3 kg di CO₂ per metro quadro contro quasi 57.

A spingere verso l’alto le classi migliori non sono stati solo i lavori di ristrutturazione, ma anche le nuove costruzioni, progettate con standard energetici molto più avanzati. Tra gli edifici realizzati dal 2016 in poi, quasi la metà è già in classe A4 e oltre tre quarti rientrano complessivamente nelle classi più efficienti. Il rovescio della medaglia, però, resta evidente: gli edifici recenti rappresentano appena il 6% degli attestati energetici. Il grosso del patrimonio abitativo italiano risale al secondo dopoguerra, tra il 1945 e il 1976, e oltre metà di queste case è ancora ferma nelle classi F e G.

Passare a una strategia stabile

Dunque gli incentivi hanno funzionato, ma il lavoro da fare è ancora enorme. L’efficienza energetica delle abitazioni non è solo una leva climatica, ma anche economica e sociale. Riduce le bollette, taglia le emissioni e rende le città più resilienti. La sfida ora è passare dalla stagione dei bonus straordinari a una strategia stabile, capace di accompagnare nel tempo la riqualificazione di un patrimonio edilizio vecchio, dispersivo e ancora troppo dipendente dai combustibili fossili.

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