5 Marzo 2026
/ 5.03.2026

Il silenzio che cresce nelle foreste tropicali

Dall’Amazzonia a Panama gli uccelli tropicali stanno diminuendo anche nelle foreste intatte. Un’inchiesta di Science firmata da Warren Cornwall riporta l’allarme degli scienziati: il cambiamento climatico potrebbe essere già dentro la giungla

Il primo segnale del giorno nella foresta amazzonica è sempre stato il canto degli uccelli. Ma oggi, in alcune zone della giungla, quel concerto naturale si fa sempre più raro. Quando nell’ottobre 2025 il richiamo dello scricciolo musicista è risuonato tra gli alberi vicino a Manaus, in Brasile, i ricercatori presenti sul campo hanno reagito con sorpresa: sentirlo non è più così comune.

L’episodio, raccontato in un reportage pubblicato su Science, è il simbolo di una tendenza che sta preoccupando sempre più ornitologi: molte specie di uccelli tropicali stanno diminuendo anche in foreste apparentemente intatte, lontane da deforestazione o attività umane dirette.

Numeri che preoccupano

Le prime avvisaglie sono arrivate dall’Ecuador. Nella Riserva della Biosfera di Yasuní, uno degli hotspot di biodiversità più ricchi del pianeta, gli ornitologi John Blake e Bette Loiselle hanno osservato negli anni un progressivo calo del canto mattutino degli uccelli. Le loro ricerche, basate su oltre un decennio di monitoraggi, hanno poi confermato il sospetto.

Tra il 2001 e il 2014 il numero di uccelli catturati nelle reti di monitoraggio scientifico è diminuito del 40%, mentre le osservazioni sul campo indicano un calo fino al 50% della presenza complessiva. Le specie più colpite sono quelle che si nutrono di insetti nel sottobosco della foresta.

Dati simili emergono anche in altri siti di ricerca tropicali. Nel Parco Nazionale Soberanía, a Panama, circa il 70% delle specie residenti è oggi meno abbondante rispetto alla fine degli anni Settanta. In Amazzonia brasiliana, nelle aree di studio vicino a Manaus, alcune specie insettivore hanno perso oltre metà della loro popolazione negli ultimi decenni.

Il sospetto: il clima

Ciò che rende la situazione particolarmente inquietante è il contesto. Le foreste analizzate non sono state distrutte o frammentate: si tratta di ecosistemi protetti e relativamente integri.

Per questo molti ricercatori guardano al cambiamento climatico come possibile fattore chiave. Negli ultimi quarant’anni, nella regione amazzonica centrale, la stagione secca si è progressivamente scaldata e le precipitazioni sono diminuite. Anche variazioni relativamente piccole possono avere effetti importanti su specie abituate a condizioni ambientali molto stabili.

Uno studio pubblicato su Science Advances ha mostrato che anni più caldi e secchi sono associati a una minore sopravvivenza degli uccelli del sottobosco amazzonico.

Il ruolo degli insetti

Gli scienziati stanno anche indagando un possibile effetto a catena che coinvolge le prede. Circa due terzi degli uccelli tropicali si nutrono principalmente di insetti, e diversi studi suggeriscono che anche queste popolazioni stanno cambiando.

In Costa Rica, per esempio, una ricerca ha registrato, tra il 1997 e il 2018, una diminuzione del 10% dei bruchi e del 15% degli insetti parassiti. Piogge troppo intense o stagioni troppo secche possono ridurre la disponibilità di cibo, con effetti diretti sugli uccelli.

Non sempre il risultato è una mortalità immediata: spesso significa meno energia per riprodursi e quindi meno nuovi individui nelle generazioni successive.

L’esperimento nella giungla

Per capire meglio cosa stia succedendo, un gruppo di ricercatori ha avviato vicino a Manaus un esperimento insolito: irrigare una porzione di foresta per simulare le condizioni climatiche più umide degli anni Ottanta.

Il sistema utilizza chilometri di tubazioni e decine di irrigatori che spruzzano acqua nel sottobosco durante la stagione secca. I primi dati, citati nell’inchiesta di Science, indicano che gli uccelli presenti nelle aree irrigate mostrano livelli energetici più alti e maggiori segnali di attività riproduttiva.

Un indizio che rafforza l’ipotesi di un legame tra disponibilità d’acqua, insetti e salute delle popolazioni di uccelli.

Un ecosistema che potrebbe cambiare

Il declino degli uccelli tropicali non riguarda solo la perdita di suoni e colori nella foresta. Molte specie svolgono funzioni ecologiche cruciali: disperdono semi, impollinano piante e controllano gli insetti.Se queste popolazioni continuassero a diminuire, gli effetti potrebbero propagarsi a tutta la rete ecologica delle foreste pluviali.

Per ora la ricerca è ancora in corso. Ma un elemento è già chiaro: anche gli ecosistemi più ricchi e apparentemente intatti del Pianeta stanno iniziando a mostrare le prime crepe nell’era del cambiamento climatico.

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