11 Marzo 2026
/ 11.03.2026

Dal degrado al parco fluviale

Tra ponte Marconi e ponte dell’Industria sta prendendo forma il nuovo Parco del Tevere Sud, un intervento di rigenerazione urbana che restituirà alla città circa 45 mila metri quadrati di spazi verdi affacciati sul fiume

Un tratto di Tevere per anni segnato da abbandono, discariche e insediamenti abusivi si prepara a cambiare volto. Tra ponte Marconi e ponte dell’Industria sta prendendo forma il nuovo Parco del Tevere Sud, un intervento di rigenerazione urbana che restituirà alla città circa 45 mila metri quadrati di spazi verdi affacciati sul fiume.

I lavori sono iniziati nel 2025 sotto la supervisione della Soprintendenza speciale di Roma e puntano a trasformare un chilometro e mezzo di banchina fluviale in un grande spazio pubblico con percorsi pedonali, aree per lo sport, luoghi di incontro e nuove alberature. L’apertura è prevista entro il 2026, quando la zona diventerà uno dei nuovi accessi verdi al Tevere per i quartieri Ostiense, Marconi e San Paolo.

Il recupero delle banchine storiche

Uno degli aspetti più significativi del progetto riguarda il recupero dell’impianto storico delle banchine costruite negli anni Venti del Novecento. Durante i lavori sono riemersi elementi originari della sistemazione fluviale, tra cui il percorso in travertino che corre lungo il fiume e la particolare struttura inclinata degli argini.

Sopra la banchina nascerà un pianoro verde che diventerà il cuore del parco, con una fontana monumentale rivestita in mosaico progettata per dialogare visivamente con la Basilica di San Paolo fuori le Mura.

Il progetto prevede la realizzazione di tre piazze affacciate sul fiume, un piccolo teatro all’aperto, una pista da skate e spazi dedicati al gioco e allo sport. Non mancheranno servizi per i visitatori: una caffetteria, punti di accoglienza, bagni pubblici e aree per eventi e attività culturali.

L’ingresso principale sarà collocato vicino a ponte Marconi, con un portico che ospiterà un punto informazioni e un bar con vista sul Tevere. Un secondo accesso collegherà direttamente la via Ostiense al parco, all’altezza di piazza Caduti di Nassiriya, creando finalmente un passaggio diretto tra la città e il fiume.

Prima di arrivare a questa fase, però, è stato necessario un lavoro complesso di bonifica ambientale: rimozione di rifiuti, smantellamento di una baraccopoli e messa in sicurezza dell’area.

L’archeologia industriale diventa spazio culturale

Accanto al nuovo parco verranno recuperati anche due edifici di archeologia industriale costruiti negli anni Sessanta e abbandonati da decenni: le ex palazzine Acea ed Enel, progettate dall’ingegnere Riccardo Morandi.

Il fabbricato Acea conserva ancora i macchinari originali dell’epoca e potrà ospitare eventi, proiezioni e attività culturali. L’edificio Enel, più lungo e stretto, è destinato invece a laboratori, studi creativi e spazi di ristoro. La gestione sarà mista pubblico-privata.

Un intervento che potrebbe diventare un modello per altre parti della città ancora separate dal fiume. Dopo decenni di distanza, il Tevere torna così a essere uno spazio vissuto e non solo attraversato.

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