L’Europa prova a mettere l’intelligenza artificiale al servizio della sicurezza alimentare. Si chiama TraceMap la nuova piattaforma presentata dalla Commissione europea che promette di cambiare il modo in cui vengono individuate frodi, contaminazioni e focolai di malattie legate al cibo. L’obiettivo è accorciare i tempi tra il momento in cui emerge un problema e quello in cui il prodotto sospetto viene ritirato.
Il sistema, già disponibile per le autorità nazionali degli Stati membri, utilizza algoritmi di analisi dei dati per collegare informazioni provenienti da diversi sistemi agroalimentari europei. In pratica, osserva in tempo quasi reale flussi commerciali, spedizioni, operatori e catene di distribuzione. Quando emerge un’anomalia, la piattaforma aiuta gli ispettori a ricostruire rapidamente la filiera coinvolta.
Secondo la Commissione europea, lo strumento dovrebbe consentire controlli più mirati senza richiedere nuove risorse amministrative. Ciò significa meno ispezioni “alla cieca” e più indagini guidate dai dati.
L’IA entra nella filiera alimentare
TraceMap nasce in un contesto in cui la sicurezza alimentare europea resta solida ma sempre più complessa da gestire. Le catene di approvvigionamento sono globali e i prodotti attraversano più Paesi prima di arrivare sulle tavole dei consumatori.
Per questo, come ha spiegato il commissario europeo per la salute e il benessere degli animali Olivér Várhelyi, la piattaforma rappresenta “una svolta che rivoluzionerà la capacità dell’UE di reagire alle crisi di sicurezza alimentare e di reprimere le frodi”.
Il sistema sfrutta grandi quantità di dati già disponibili nei database europei e li rielabora per individuare schemi sospetti: operatori che compaiono in più segnalazioni, spedizioni con percorsi anomali, o flussi commerciali incoerenti.
Un test già sul campo
Una versione pilota di TraceMap è stata utilizzata durante recenti richiami di latte in polvere per neonati legati a ingredienti contaminati provenienti dalla Cina. L’analisi automatizzata dei dati ha permesso di collegare rapidamente fornitori e distribuzione, accelerando le verifiche.
L’idea alla base del progetto è che la velocità faccia la differenza. Quando un alimento contaminato circola nella filiera, anche poche ore possono determinare quante persone verranno esposte al rischio.
I numeri delle allerte alimentari
Le statistiche mostrano quanto il sistema di sorveglianza sia già sotto pressione. Nel 2024 le notifiche del Sistema di allerta rapido per alimenti e mangimi (RASFF) sono aumentate del 12%, arrivando a 5.250 segnalazioni. Circa un terzo riguardava respingimenti alla frontiera, spesso per residui di pesticidi in frutta e verdura importate.
Nello stesso anno, secondo i dati dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), i Paesi dell’Unione hanno registrato 6.558 focolai di malattie di origine alimentare, il 14,5% in più rispetto all’anno precedente. Tra le infezioni più diffuse figurano campilobatteriosi, salmonellosi ed Escherichia coli, mentre la listeriosi resta quella con le conseguenze più gravi.
Più fiducia nella catena del cibo
La Commissione punta anche su un effetto meno immediato ma altrettanto importante: la fiducia. Un sistema capace di individuare rapidamente frodi e contaminazioni rafforza la credibilità dell’intera filiera agroalimentare europea, dagli agricoltori ai consumatori.
Se funzionerà come promesso, TraceMap potrebbe diventare il radar digitale del cibo.
