Dalla costa vulcanica semi-desertica di Fuerteventura alla foresta boreale svedese, passando per la pianura pedemontana italiana: è partita il 20 maggio la prima campagna europea di monitoraggio congiunto degli insetti impollinatori selvatici. Coinvolti sette Paesi e otto strutture zoologiche, tra cui il bioparco Zoom Torino, capofila del progetto Zoo LIFE Pollinators 2025-2029, co-finanziato dall’Unione Europea.


Gli altri partner sono Braşov Zoo (Romania), Copenhagen Zoo (Danimarca), Debrecen Zoo (Ungheria), Nordens Ark (Svezia), Oasis Wildlife Fuerteventura (Spagna), Slottsskogen Zoo (Svezia) e Zagreb Zoo (Croazia). In tutto, sedici partner in nove Paesi europei, riuniti per scattare – nello stesso momento – una fotografia delle condizioni ambientali di partenza nei loro territori.
Un protocollo condiviso
Il metodo è quello del Butterfly Monitoring Scheme, esteso ai tre principali gruppi di impollinatori – farfalle, sirfidi e apoidei – e applicato lungo un corridoio di natura di circa un chilometro in ogni struttura. In questo spazio gli operatori camminano e registrano ogni insetto impollinatore che entra nello spazio di osservazione, identificandone la specie.
“In tutte queste strutture abbiamo considerato la latitudine e le diverse condizioni climatiche che ne derivano, per riuscire a raccogliere dati comparabili”, spiega Karin Amsten, Research Coordinator di Nordens Ark, responsabile del gruppo di monitoraggio.
Un declino che non si può ignorare
I dati dell’Agenzia Europea dell’Ambiente fotografano una crisi evidente: il 9% delle api selvatiche è minacciato di estinzione, il 40% delle specie di sirfidi si trova in condizioni critiche e il 14% delle specie di farfalle europee desta crescente preoccupazione. Il progetto Zoo LIFE Pollinators intende rispondere a questo declino con un approccio scientifico rigoroso e coordinato su scala continentale.
Il monitoraggio proseguirà fino a settembre inoltrato. In autunno prenderà avvio la seconda fase operativa, con la semina e la piantumazione di specie vegetali per favorire il ritorno degli impollinatori nei diversi contesti europei. Il consorzio si avvale anche di partner scientifici come l’Università di Torino, l’Università di Zagabria, Openature Foundation e Smart Revolution, più quattro associated partner specializzati, tra cui Butterfly Conservation Europe e la Royal Zoological Society of Scotland.
Il Pollinator Ambassador Day non è solo scienza: in tutte le strutture coinvolte, la giornata del 20 maggio ha portato il pubblico dentro la ricerca con talk, laboratori, workshop e attività di citizen science. L’obiettivo è avvicinare tutti al micro-mondo degli impollinatori selvatici, fondamentale per l’equilibrio degli ecosistemi e per la sicurezza alimentare globale.
