17 Giugno 2026
/ 19.05.2026

Israele assalta la Flotilla sparando, in acque internazionali

La marina israeliana ha aperto il fuoco per bloccare le imbarcazioni. Trattenuti quasi trenta italiani. Presentato un esposto per sequestro di persona. La Turchia denuncia: “È un atto di pirateria"

Nella mattinata di mercoledì 20 maggio, la marina militare israeliana ha dato inizio alle operazioni di sbarco nel porto di Ashdod per una parte degli attivisti della Global Sumud Flotilla, intercettati in alto mare nelle ore precedenti. La notizia è stata confermata dal ministero degli Esteri italiano.

Secondo la Farnesina, le persone fermate verranno trasferite in una struttura protetta per le procedure di identificazione prima di poter rientrare nei rispettivi Paesi. Tra i passeggeri bloccati si conta un folto gruppo di cittadini italiani: le autorità di Roma parlano di 27 connazionali, mentre i coordinatori della Flotilla ne contano 29.

L’abbordaggio e la denuncia degli spari in mare

L’assalto delle forze speciali israeliane è scattato lunedì 18 maggio nel Mediterraneo orientale, al largo delle coste di Cipro, a circa 250 miglia nautiche dalla Striscia di Gaza. Le unità militari di Tel Aviv hanno circondato e bloccato in acque internazionali almeno 31 delle oltre 50 imbarcazioni civili salpate dal porto turco di Marmaris per consegnare aiuti umanitari alla popolazione civile di Gaza.

I portavoce della missione hanno denunciato un uso sproporzionato della forza, confermando che i militari israeliani hanno aperto il fuoco contro sei imbarcazioni, inclusa una unità con a bordo la delegazione italiana, per costringerle a fermare i motori, prima di salire a bordo con le armi spianate.

Scontro diplomatico e diffide legali

L’intervento in acque internazionali ha scatenato un’accesa reazione internazionale. Il ministero degli Esteri turco ha liquidato l’operazione come un “atto di pirateria“, supportato dalla ferma condanna del presidente Recep Tayyip Erdoğan. Posizione opposta per Israele, che difende il blocco navale definendo la Flotilla una “provocazione politica” orchestrata per violare i controlli anti-contrabbando diretti a Hamas.

Il caso ha investito direttamente anche la politica italiana. Nei giorni scorsi, il team legale che assiste la delegazione italiana aveva inviato una dura diffida formale alla Farnesina, criticando la gestione diplomatica iniziale e pretendendo chiarimenti immediati sullo stato e il luogo di detenzione dei connazionali.

Parallelamente, i responsabili della Global Sumud Flotilla hanno fatto sapere di aver formalmente depositato un esposto alla magistratura per il reato di sequestro di persona in relazione agli arrembaggi subiti il 29 aprile e nelle giornate del 18 e 19 maggio.

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