Dieci anni di chiusura, una svastica incisa sulla porta nei giorni scorsi, e una città che ritrova uno spazio simbolico. Il 4 giugno 2026, in occasione dell’anniversario della Liberazione di Roma dal nazifascismo, riaprirà al pubblico il civico 38 di via dei Giubbonari, nel cuore del rione Regola, a pochi passi da Campo de’ Fiori. Quella che era la storica sezione del Partito Comunista Italiano dedicata al partigiano Guido Rattoppatore diventerà la Casa della memoria e della Resistenza: un luogo multifunzionale con circa 25 postazioni di studio e coworking, un archivio, uno spazio di proiezione e una funzione pubblica e civica aperta al territorio.
Un luogo con radici profonde
La storia di questo stabile inizia ben prima della Repubblica. Già nel 1938 lo spazio ospitò civili perseguitati dalle milizie nazifasciste – in origine era una “casa del fascio” – e nel dopoguerra, a partire dal 1946, divenne la sezione comunista “Regola Campitelli” intitolata a Guido Rattoppatore, gappista del centro storico di Roma.
Rattoppatore era nato a Lione nel 1913 da una famiglia di emigranti, era cresciuto nei vicoli di Campo de’ Fiori, aveva lavorato come operaio ed era entrato in contatto con le reti clandestine del Pci negli anni Trenta. Durante l’occupazione tedesca di Roma organizzò squadre partigiane, allestì depositi di armi e trasmise informazioni sui movimenti dei nazifascisti.
Arrestato dalle SS il 28 gennaio 1944 dopo un agguato mentre si avvicinava all’albergo “Aquila d’oro”, fu rinchiuso nelle segrete di via Tasso. Un mese di torture – il giorno prima della fucilazione gli furono tagliate le dita della mano destra – e poi la morte sugli spalti di Forte Bravetta, il 7 marzo 1944, insieme ad altri nove prigionieri. La sua ultima lettera fu dettata a un sacerdote, poiché non poteva più scrivere.
Dieci anni di abbandono e un lungo percorso istituzionale
La sezione era rimasta aperta fino al 2016, quando l’amministrazione Raggi aveva disposto lo sfratto per morosità: il Pd, erede del Pci, aveva accumulato un debito con il Comune proprietario dell’immobile, maturato nel corso di un contenzioso che risaliva agli anni Ottanta, quando il sindaco democristiano dell’epoca aveva decuplicato il canone e il partito si era rifiutato di pagare.
Da allora l’edificio è rimasto inutilizzato. La richiesta di restituirlo alla cittadinanza come spazio dedicato alla Resistenza è nata dal basso: commercianti e residenti del rione, radunati nel comitato Guido Rattoppatore, avevano chiesto al Municipio I di farsi carico della questione. Nel 2020 una mozione firmata da consiglieri M5s e Pd aveva raccolto 21 voti all’Assemblea Capitolina. Nel 2021 la sindaca Raggi aveva promesso un punto informativo sulla Resistenza. Ma la delibera era rimasta inattuata.
Ci sono voluti altri anni e un cambio di amministrazione. L’assessore al Patrimonio Tobia Zevi ha ricordato che il Comune lavora al progetto “da tre o quattro anni, in realtà fin dalla scorsa consiliatura”. La scelta, ha spiegato, è stata volutamente opposta a quella più semplice e redditizia: “Come assessore al Patrimonio avrei potuto trasformarlo in un negozio per ricavarne un canone. Abbiamo fatto invece una scelta opposta”.
Un episodio vandalico prima dell’apertura
L’apertura imminente è stata preceduta da un episodio inquietante: nei giorni scorsi qualcuno ha inciso una svastica sulla porta dello stabile. L’assessore alla Cultura Massimiliano Smeriglio ha risposto senza esitazioni, annunciando l’installazione di telecamere e fioriere per scoraggiare nuovi atti vandalici, ma soprattutto ribadendo che la risposta principale sarà quella della presenza pubblica e della partecipazione: “Noi ci occupiamo soprattutto di riempire gli spazi di contenuti, di spiegare che la Resistenza è stata un fatto di popolo e di ricongiungere questo spazio al rione. Secondo noi è il modo migliore”.
Cosa sarà e come si inserisce nella Festa della Resistenza 2026
L’inaugurazione avverrà il 4 giugno alle ore 12 con il sindaco Roberto Gualtieri e si inserisce in un programma culturale più ampio: la Festa della Resistenza 2026, giunta alla quarta edizione, conta oltre 100 appuntamenti quasi tutti a ingresso gratuito – lectio magistrali, teatro, musica, mostre, proiezioni – disseminati in tutta la città, con sede principale al rinnovato Mattatoio di Testaccio. Il programma tocca luoghi storici come il Museo della Liberazione di via Tasso, il Parco dei Martiri di Forte Bravetta, il Mausoleo Ossario Garibaldino e il Cimitero di Guerra del Commonwealth.
