20 Maggio 2026
/ 20.05.2026

Ciliegi a filiera corta

Alle porte di Milano l’auto-raccolta diventa un modello agricolo: meno intermediazione, più reddito per chi coltiva e una nuova idea di campagna urbana

A pochi chilometri dal traffico della Comasina e dalle tangenziali, centinaia di persone entrano in un frutteto, prendono un cestino e raccolgono ciliegie direttamente dagli alberi. Succede a Novate Milanese, nel Parco della Balossa, dove ha aperto “CiliegiaMi“, dieci ettari di ceraseto con seimila alberi e venti varietà selezionate.

L’idea dell’auto-raccolta, il cosiddetto pick your own, non nasce oggi. A sperimentarla già negli anni Novanta fu l’azienda agricola Il Frutteto dei Micheletti, in provincia di Bergamo. I grossisti pagavano troppo poco, così la soluzione fu aprire direttamente i campi ai consumatori.

Da allora il modello si è consolidato. Il cliente raccoglie la frutta, paga quello che porta via e, di fatto, sostituisce una parte del lavoro di raccolta e intermediazione. Per l’azienda agricola significa ridurre i costi della manodopera e difendersi da una filiera che spesso schiaccia i margini dei produttori. I numeri raccontano la sproporzione: vendere ciliegie all’ingrosso può significare scendere fino a circa due euro al chilo; nella vendita diretta il valore aumenta.

La campagna entra in città

“CiliegiaMi” nasce dentro l’orbita urbana milanese, in un territorio dove l’agricoltura sopravvive da anni sotto pressione immobiliare e infrastrutturale. Il Parco Nord e il Parco Agricolo Sud rappresentano ormai uno degli ultimi spazi dove sperimentare un rapporto diverso tra città e produzione agricola.

Per decenni la campagna periurbana è stata considerata un vuoto da riempire: capannoni, logistica, nuove strade. Oggi, invece, gli agricoltori cercano di trasformarla in destinazione. È la stessa logica che ha già cambiato agriturismi e cascine multifunzionali.

Nel caso del ceraseto di Novate, il progetto guarda apertamente a quel modello. La raccolta delle ciliegie è solo il primo passo. I promotori parlano di picnic, aperture durante la fioritura, iniziative ispirate all’hanami – l’arte giapponese di osservare gli alberi in fiore – e attività per famiglie.

L’agricoltura cambia mestiere

C’è però un elemento che merita attenzione. Quando un’azienda agricola deve integrare reddito con eventi, intrattenimento e turismo esperienziale, significa anche che il solo lavoro agricolo fatica sempre più a reggersi economicamente. L’auto-raccolta funziona perché accorcia la filiera e trasferisce sul consumatore una parte del processo. Ma funziona anche perché trasforma il raccolto in tempo libero.

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