13 Giugno 2026
/ 10.06.2026

Housing sociale in Lombardia: 96 milioni di euro per 2.500 alloggi a canone calmierato

Al via il piano regionale per contrastare il caro vita: contributi a fondo perduto a Comuni, Aler e Terzo settore per garantire affitti accessibili a studenti, lavoratori e famiglie

La Regione Lombardia accelera sulle politiche abitative stanziando 96 milioni di euro per potenziare l’offerta di housing sociale. Il piano, finanziato attraverso i fondi europei Fesr e i fondi nazionali Fsc, punta a riqualificare 2.500 abitazioni da destinare all’affitto a prezzi inferiori rispetto ai valori di mercato.

nuovi alloggi saranno riservati a lavoratori, famiglie, studenti e persone in condizioni di fragilità che faticano a trovare soluzioni sul mercato libero e che presentano un Isee compreso tra 14.000 e 40.000 euro. Questa fascia di popolazione, pur non avendo i requisiti per accedere alle case popolari (Sap), non dispone di risorse sufficienti per i canoni privati.

L’iniziativa fa parte della più ampia strategia regionale denominata “Missione Lombardia” e si rivolge a una platea di beneficiari che include Comuni, Aler (Aziende Lombarde per l’Edilizia Residenziale), imprese, cooperative, enti del Terzo settore ed enti religiosi. Ciascun progetto approvato dovrà mantenere il vincolo di destinazione d’uso a edilizia sociale per un periodo pari o superiore a 20 anni.

“In Lombardia”, ha evidenziato l’assessore regionale alla Casa e Housing sociale Paolo Franco, “c’è una parte sempre più rilevante di cittadini che lavora, paga le tasse e fa funzionare la società, eppure, paradossalmente, non può permettersi una casa. Si tratta di persone e famiglie comuni, con uno stipendio normale, che però a causa del crescente costo della vita non riescono a pagare un affitto. Siamo in campo per dare risposte concrete: la Lombardia è la prima Regione italiana ad aver strutturato un piano di housing sociale con una visione di medio e lungo periodo”.

Housing sociale: le tre linee di finanziamento del piano

I fondi stanziati dalla Giunta regionale sono suddivisi in tre ambiti di intervento specifici, pensati per rispondere a diverse esigenze del territorio:

  • Linea 1 (48 milioni di euro): dedicata a imprese, cooperative edilizie e amministrazioni comunali per incrementare l’offerta di locazioni permanenti a canone moderato, stimolando la rigenerazione urbana e il mix abitativo nei quartieri.
  • Linea 2 (35 milioni di euro): riservata esclusivamente alle Aler per il recupero e la manutenzione del patrimonio immobiliare pubblico esistente.
  • Linea 3 (13 milioni di euro): destinata agli enti religiosi e alle realtà che operano nel sociale. Finanzierà la riqualificazione di immobili di proprietà di queste strutture per creare posti letto e alloggi dedicati prevalentemente a locazioni temporanee.

Per quanto riguarda l’entità dei contributi regionali a fondo perduto, il tetto massimo concedibile per singola proposta è fissato a 15 milioni di euro per la Linea 2 (Aler) e a 2 milioni di euro per le Linee 1 e 3.

Focus sulla linea 3: risposte all’emergenza e soluzioni temporanee

La terza linea d’azione si concentra sul supporto a categorie sociali con necessità abitative specifiche o transitorie. Grazie alla ristrutturazione degli stabili di proprietà degli enti sociali e religiosi, verranno messi a disposizione posti alloggio a prezzi calmierati per supportare percorsi di studio, lavoro o cura. Tra i principali destinatari di questa misura figurano gli studenti universitari, i lavoratori con contratti a termine, le donne vittime di violenza, i genitori separati e i parenti di persone ricoverate in strutture sanitarie che necessitano di un appoggio temporaneo.

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