31 Luglio 2026
/ 31.07.2026

Rifugi climatici, ora c’è un’unica app per trovare spazi freschi aperti al pubblico nelle città torride

In piena ondata di caldo, con milioni di italiani in viaggio tra vacanze e spostamenti di lavoro, i rifugi climatici mappati dai Comuni restano sparsi su decine di siti diversi, spesso introvabili per chi non conosce la città. Junker, l'app italiana per i servizi ambientali, li ha raccolti tutti in un solo posto

Junker, l’app per i servizi ambientali già installata su milioni di smartphone in Italia, ha deciso di risolvere il problema nel modo più semplice possibile: raccogliere tutte le mappe comunali già esistenti in un’unica sezione dell’app, consultabile gratuitamente da chiunque, residente o turista di passaggio.

Come funziona: una mappa sola, tutte le città

Accedendo alla sezione “Rifugi climatici” di Junker, l’utente può selezionare la città di interesse e navigare direttamente sulla mappa, filtrando per tipologia di spazio: biblioteche, parchi e giardini, case di quartiere, piscine, punti acqua e fontanelle pubbliche. “Tutte le informazioni provengono da dati ufficiali e pubblici. Noi le abbiamo raccolte in un’unica fonte, gratuita e facilmente consultabile da tutti”, spiega Noemi De Santis, co-fondatrice e responsabile comunicazione dell’app.

È esattamente il tipo di soluzione pensata per il momento in cui serve davvero: agosto è il mese in cui il caldo picchia più forte e insieme il mese in cui più persone si spostano, tra ferie, rientri e turismo nelle grandi città. Un turista a Roma per la prima volta non ha motivo di sapere che esiste il Piano Caldo del Comune; un anziano che raggiunge la famiglia in un’altra città non naviga dieci siti diversi per trovare una biblioteca climatizzata. Avere tutto in un’unica app, già installata sul telefono, abbassa questa barriera quasi a zero.

Dove si trova (davvero) di più: Roma in testa, ma è Bologna la città più cercata

Sul fronte dei numeri, Roma resta la città italiana con la rete più estesa: il Piano Caldo del Comune conta complessivamente 676 luoghi mappati tra parchi, biblioteche, musei, centri anziani e piscine comunali, a cui si aggiungono migliaia di fontanelle pubbliche e le Case dell’Acqua diffuse in tutta la città.

C’è però un dato che vale la pena raccontare: nonostante Roma abbia la rete più ampia, è Bologna la città italiana per cui si cerca di più online il tema “rifugi climatici”, con un volume di ricerca che supera nettamente quello di Roma, Milano e Torino messe insieme. Segno che il capoluogo emiliano, tra i primi in Italia ad aver stilato una lista ufficiale di questi spazi, ha costruito attorno al tema anche una comunicazione capace di intercettare davvero chi cerca.

Le altre città della mappa

Oltre a Roma e Bologna, la mappa raccolta da Junker copre le altre principali città turistiche italiane. A Milano il Comune ha individuato 116 “Spazi Freschi”, distribuiti tra parchi come il Sempione e il Lambro, biblioteche comunali e case di quartiere. A Firenze la rete conta 44 luoghi, tra cui 37 giardini e 7 biblioteche, selezionati anche in base alla percentuale di ombreggiatura. A Napoli è un’associazione, Cleanap, ad aver realizzato la prima mappatura in collaborazione con il Comune e l’Università Federico II, individuando i punti di sollievo dal caldo in città. Si aggiungono Torino, Padova e le altre città in cui i Comuni hanno cominciato, negli ultimi due anni, a censire questi spazi.

Perché serve un’app sola

Dietro l’iniziativa di Junker c’è un problema strutturale ancora irrisolto: in Italia manca una legge quadro nazionale sui rifugi climatici. UNITEL, l’Unione Nazionale Tecnici Enti Locali, ha proposto otto requisiti minimi comuni (gratuità di accesso, disponibilità di acqua, temperatura interna costante, segnaletica dedicata), ispirati al modello di Barcellona, che con quasi 400 rifugi garantisce che il 98% della popolazione ne abbia uno a meno di dieci minuti a piedi. Senza uno standard nazionale, però, ogni Comune italiano procede in ordine sparso, con criteri e strumenti diversi.

In questo scenario frammentato, un’app che aggrega tutte le mappe già esistenti non risolve il problema di fondo, ma lo rende meno pesante da affrontare nell’immediato: chi ha bisogno di un rifugio climatico oggi, in viaggio o semplicemente in una giornata di caldo estremo, non deve aspettare una legge nazionale per trovarlo. Gli basta aprire un’app installata sul telefono.

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