23 Giugno 2026
/ 23.06.2026

Piazzale Clodio rinasce grazie alle pavimentazioni drenanti

Il piano di depavimentazione della Capitale elimina 530 tonnellate di rifiuti per fare spazio a 21 alberi e aree verdi contro le isole di calore.

Piazzale Clodio cambia volto e quello che un tempo era un nodo urbano soffocato da cartelloni pubblicitari e parcheggi abusivi si sta trasformando in un’oasi verde. I lavori di depavimentazione in corso nelle tre aree spartitraffico della piazza segnano un importante passo avanti per la rigenerazione urbana della Capitale.

Il Sindaco Roberto Gualtieri e l’Assessora all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei rifiuti Sabrina Alfonsi hanno recentemente dato il via alla prima parte degli interventi. I numeri del cantiere nell’area centrale parlano chiaro: sono stati rimossi 500 mq di asfalto ed è stato demolito il sottofondo per ben 60 centimetri, portando alla rimozione e al corretto smaltimento di 530 tonnellate di rifiuti.

Al posto del bitume sono state posate pavimentazioni drenanti e l’area è stata rinaturalizzata con l’inserimento di:

  • 144 metri cubi di nuovo terreno;
  • 6 alberi di Cupressus sempervirens Pyramidalis di oltre 25 anni;
  • 52 piante tappezzanti (Liriope Muscari e Myrtus communis Tarentina);
  • 240 mq di prato.

I lavori si sposteranno ora sulle due aree laterali, dove si procederà a rimuovere altri 1.830 mq di asfalto per fare spazio a 15 nuovi alberi (Platanus AcerifoliaQuercus Ilex e Cercis Siliquastrum) e altre 96 piante tappezzanti.

“Questo intervento fa due cose insieme. Riqualifica dal punto di vista paesaggistico un’area degradata, restituendo qualità e decoro. E svolge una funzione ambientale e climatica decisiva. Con il depaving stiamo eliminando asfalto inutile in tutta la città per far spazio al verde. Sono aree che i cittadini possono vivere e che ci aiutano a combattere le isole di calore, un problema con cui ormai dobbiamo fare i conti ogni estate in maniere sempre più evidente”, ha detto il sindaco Roberto Gualtieri.

“Siamo tornati qui a Piazzale Clodio per la conclusione di un intervento di depavimentazione e rinaturalizzazione che racchiude in sé tante azioni che stiamo attuando per la metropoli sostenibile”, dichiara l’Assessora Sabrina Alfonsi. “Ad agosto 2025 abbiamo inaugurato la riqualificazione di viale Mazzini e di piazza Mazzini, che però terminava su una piazza completamente cementata, piazzale Clodio, nonostante nel disegno originario del progetto dell’architetto De Vico fosse prevista una punta naturale. Abbiamo scelto di restituire alla città questa porzione così come era stata inizialmente pensata, come luogo accogliente e verde. Un lavoro che cambia completamente il modo in cui viviamo gli spazi pubblici e che rientra nella politica che stiamo portando avanti in tutta la città, incardinando questa visione nel Piano del Verde e della Natura, uno strumento importante di cui Roma si sta dotando”.

Cos’è la depavimentazione e perché fa bene alla città

L’intervento di Piazzale Clodio non è solo un’operazione di restyling estetico, ma un esempio concreto di pratica urbanistica che consiste nel rimuovere lo strato impermeabile di asfalto o cemento per restituire il suolo alla natura. Ma quali sono i reali benefici di questa trasformazione?

L’asfalto e il cemento accumulano il calore solare durante il giorno e lo rilasciano lentamente la notte, trasformando le città in veri e propri forni (il fenomeno noto come “isola di calore”). Sostituire le superfici nere e impermeabili con prati, alberi e pavimentazioni drenanti permette di mitigare le temperature, rinfrescando l’aria circostante grazie all’ombra e all’evapotraspirazione delle piante.

Le pavimentazioni tradizionali, inoltre, impediscono all’acqua piovana di penetrare nel terreno, sovraccaricando i sistemi fognari durante le piogge intense e causando allagamenti lampo. Le nuove superfici drenanti posate a Piazzale Clodio permettono invece al suolo di assorbire l’acqua piovana in modo naturale, ricaricando le falde acquifere e riducendo drasticamente il rischio di allagamenti urbani.

Biodiversità e decoro due lati della stessa medaglia

La depavimentazione e l’introduzione di terreno fertile creano l’habitat ideale per la microfauna e gli insetti impollinatori. Piantare specie diverse (come cipressi, platani, lecci, mirti e alberi di giuda) arricchisce l’ecosistema urbano, migliorando la qualità dell’aria grazie alla capacità degli alberi di catturare le polveri sottili.

Eliminare il degrado dei parcheggi selvaggi e dei cartelloni abusivi per fare spazio a un’oasi verde restituisce, infine, dignità allo spazio pubblico. I cittadini non si trovano più davanti a una distesa di cemento grigio, ma a un paesaggio vivo, stimolante e visivamente gradevole.

La trasformazione di Piazzale Clodio dimostra che curare l’ambiente urbano non è un lusso, ma una necessità per rendere le nostre città più resilienti di fronte ai cambiamenti climatici.

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