7 Luglio 2026
/ 7.07.2026

Fine vita del fotovoltaico, nasce Pantarei: la scommessa italiana sul riciclo dei pannelli

New Time ed Esaving investono tre milioni di euro in una joint venture che punta a recuperare fino a 740 mila moduli l'anno. Una filiera destinata a diventare strategica mentre i primi grandi impianti arrivano a fine ciclo

Il fotovoltaico italiano entra in una nuova fase. Dopo anni in cui l’attenzione si è concentrata soprattutto sull’installazione di nuovi impianti, cresce il peso di un’altra sfida: gestire in modo efficiente i pannelli che stanno raggiungendo la fine della loro vita. È in questo contesto che nasce Pantarei, joint venture partecipata pariteticamente da New Time ed Esaving, con un investimento iniziale di tre milioni di euro e l’obiettivo di rendere operativo entro la fine del 2026 un impianto dedicato al riciclo dei moduli fotovoltaici.

La struttura sorgerà all’interno del polo produttivo di New Time, a San Lazzaro di Savena, nel Bolognese, e a regime sarà in grado di trattare circa 740 mila pannelli all’anno, equivalenti a circa 200 megawatt di potenza originariamente installata.

Dal rifiuto alla materia prima

La crescita del fotovoltaico porta inevitabilmente con sé una nuova categoria di rifiuti tecnologici. L’obiettivo dichiarato da Pantarei è quello di separare con elevata precisione le diverse componenti dei pannelli, evitando contaminazioni e consentendo di recuperare materiali da reimpiegare nei processi produttivi. Una scelta che mira a ridurre il ricorso a materie prime vergini e, allo stesso tempo, la dipendenza dalle importazioni di materiali strategici.

Economia circolare applicata all’industria

Il progetto prova, così, a dare una risposta a uno dei limiti che finora hanno accompagnato il settore. Come spiegano le aziende, fino a oggi il recupero dei materiali contenuti nei pannelli ha incontrato difficoltà tecnologiche che ne hanno ridotto il valore economico.

“La nascita di Pantarei risponde a una precisa responsabilità ambientale ma si traduce immediatamente in una straordinaria opportunità industriale”, ha affermato Paolo Cimatti, amministratore delegato di New Time. “Con questo investimento non solo risolviamo un problema cruciale di smaltimento per i consorzi, ma creiamo un ecosistema autosufficiente. Le materie prime seconde estratte dall’impianto saranno direttamente integrate nei nostri processi industriali”.

La prospettiva è quella di alimentare una filiera produttiva interna, nella quale i materiali recuperati possano contribuire alla realizzazione di nuovi prodotti.

Una sfida che riguarda tutta la transizione

Il progetto si inserisce anche in un contesto più ampio. Il settore del fotovoltaico dovrà infatti affrontare nei prossimi anni un progressivo aumento dei moduli da dismettere, mentre cresce la necessità di ridurre la dipendenza europea dalle importazioni di materie prime critiche.

Accanto al riciclo, assume rilievo anche il repowering degli impianti esistenti, che consente di sostituire i pannelli più datati con moduli di nuova generazione senza consumare ulteriore suolo. Un aspetto che le aziende indicano come uno dei principali benefici dell’iniziativa.

Pantarei non esaurisce il tema del fine vita del fotovoltaico in Italia ma segna un passaggio significativo: la gestione dei pannelli esausti viene considerata una componente della politica industriale. D’altra parte, la transizione energetica sarà davvero completa soltanto quando saprà chiudere il cerchio, riportando le materie prime dentro il ciclo produttivo invece di disperderle.

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