1 Settembre 2026
/ 1.09.2026

Quando il turismo cambia le regole

Contributi di accesso, prenotazioni obbligatorie, limiti alle navi da crociera e incentivi per chi viaggia in modo responsabile: città, spiagge e parchi stanno sperimentando nuovi strumenti per gestire i flussi turistici

A Venezia, nell’estate 2026, in alcune giornate per entrare nel centro storico è stato necessario prenotare e pagare un piccolo contributo economico. A Dubrovnik, in Croazia, il numero dei visitatori provenienti dalle navi da crociera è regolato per evitare una concentrazione eccessiva di persone nel centro storico. In Sardegna, alla spiaggia della Pelosa, l’accesso è a numero chiuso e richiede la prenotazione. Nel Parco nazionale delle Calanques, in Francia, per raggiungere la calanque di Sugiton in alcune giornate estive bisogna ottenere gratuitamente un’autorizzazione.

Sono misure diverse, adottate in luoghi diversi e per ragioni specifiche. Il tema comune è la gestione dei flussi, soprattutto nei periodi di maggiore affluenza e nei territori dove l’eccesso di presenze può avere conseguenze sull’ambiente e sui servizi.

Venezia, il contributo per gestire gli arrivi

A Venezia la sperimentazione si è chiusa con un segno positivo: il 26 luglio si è conclusa la sperimentazione 2026 del contributo di accesso, applicato per 60 giornate tra aprile e luglio. Il sistema prevedeva una tariffa di 5 euro per chi effettuava il pagamento entro il quinto giorno precedente la visita e di 10 euro per chi acquistava il voucher nei quattro giorni precedenti l’accesso.

I dati diffusi dal Comune sono ancora provvisori, ma raccontano un calo dei flussi nei giorni di applicazione della misura. La media giornaliera dei voucher è risultata inferiore del 32,3% rispetto al 2024, e nel 2026 è stata registrata una sola giornata con più di 20 mila voucher, contro le quattro del 2024.

Il Comune considera il contributo uno strumento per raccogliere informazioni sulle presenze, favorire la programmazione degli accessi e incentivare una maggiore organizzazione anticipata delle visite. Una parte delle risorse raccolte, inoltre, viene destinata alla riduzione della Tari: al netto dei costi di gestione, circa 1,77 milioni di euro sono già stati destinati a questo scopo.

I primi dati mostrano quindi una riduzione della media giornaliera dei voucher e dei picchi più elevati, ma il loro effetto complessivo sulla gestione dei flussi resta oggetto di valutazione.

Dubrovnik, un limite per le navi da crociera

Se a Venezia la misura riguarda i flussi pedonali del centro storico, a Dubrovnik il tema ha riguardato soprattutto le giornate in cui più navi da crociera arrivano contemporaneamente. Il centro storico, patrimonio UNESCO, può trovarsi a gestire in poche ore un numero molto elevato di visitatori.

Nel quadro del progetto Respect the City, la città ha fissato un limite di 4.500 visitatori giornalieri provenienti dalle crociere oppure da due navi contemporaneamente. Il sistema viene accompagnato dal monitoraggio dei visitatori e da studi sulla capacità di carico del territorio.

La misura riguarda quindi gli arrivi dei passeggeri delle crociere e non costituisce un limite generale al numero complessivo dei visitatori della città. Per Dubrovnik significa intervenire sulla concentrazione degli arrivi, oltre che sul numero di persone presenti nello stesso momento nel centro storico.

La Commissione europea ha inserito queste politiche tra le pratiche che hanno portato Dubrovnik a essere scelta come European Green Pioneer of Smart Tourism 2026.

La Pelosa, in Sardegna, si entra su prenotazione

Anche una singola spiaggia può avere bisogno di un sistema di gestione degli accessi. È il caso della Pelosa, una delle spiagge più conosciute di Stintino, dove il Comune ha confermato anche per il 2026 il servizio di prenotazione per l’accesso a numero chiuso.

Le prenotazioni per la stagione 2026 sono state aperte a maggio attraverso il sistema dedicato alla spiaggia. Il sistema prevede un massimo di 1.500 accessi giornalieri e riguarda il periodo compreso tra il 15 maggio e il 15 ottobre.

Il provvedimento riguarda un’area che, soprattutto nei mesi estivi, registra una forte pressione turistica e nella quale la gestione delle presenze è diventata parte delle politiche di tutela del litorale.

La prenotazione cambia anche il modo di organizzare la giornata: prima di raggiungere la spiaggia occorre verificare la disponibilità e assicurarsi l’accesso. Il numero chiuso consente al Comune di programmare le presenze invece di lasciare che siano determinate esclusivamente dall’afflusso spontaneo dei visitatori.

Sugiton, il limite serve a ridurre la pressione sull’ambiente

In altri luoghi lo sforzo si concentra sulla programmazione e sul contingentamento degli accessi. Nel Parco nazionale delle Calanques, vicino a Marsiglia, il sistema di prenotazione riguarda la calanque di Sugiton e l’area delle Pierres Tombées, dove l’elevata frequentazione ha contribuito nel tempo alla pressione sul suolo e sulla vegetazione.

Il parco ha previsto un sistema di prenotazione obbligatoria in alcune giornate estive. L’autorizzazione è gratuita e può essere ottenuta attraverso il sistema predisposto dal Parco.

Il principio è quello del contingentamento: nelle giornate di maggiore pressione il numero degli accessi viene controllato per ridurre la concentrazione dei visitatori in un’area particolarmente fragile. Il passaggio continuo delle persone può infatti contribuire al deterioramento del terreno e della vegetazione. La prenotazione serve quindi a ridurre la pressione esercitata dai visitatori e a rendere più controllabile la frequentazione dell’area.

Qui il costo per il visitatore è zero, ma cambia la modalità di accesso: la visita deve essere programmata e il numero delle persone presenti viene tenuto sotto controllo.

Le Isole Cíes, accesso regolato nel parco nazionale

Lo stesso tema si ripropone in Galizia, dove per visitare le Isole Cíes e le altre isole del Parco nazionale marittimo-terrestre delle Isole Atlantiche è necessario ottenere un’autorizzazione durante i periodi di maggiore affluenza.

Per il 2026 il sistema prevede l’autorizzazione per le visite durante il periodo pasquale e dal 15 maggio al 15 settembre. La procedura riguarda Cíes, Ons, Sálvora e Cortegada, all’interno del sistema di gestione degli accessi al parco.

L’autorizzazione è collegata anche ai sistemi di trasporto autorizzati che permettono di raggiungere le isole. In questo caso la prenotazione diventa quindi parte integrante dell’organizzazione della visita in un territorio sottoposto a particolare tutela.

Il turista deve programmare in anticipo la propria presenza e verificare la disponibilità prima di acquistare il viaggio verso l’isola. Il sistema consente così di controllare il numero di visitatori e di distribuire gli accessi in un territorio dove la capacità di accoglienza è limitata.

Copenaghen, invece di vietare si premia

Foto di Febiyan su Unsplash

Copenaghen invece ha messo a fuoco una strada diversa: utilizzare gli incentivi per incoraggiare determinati comportamenti.

A Copenaghen nel 2026 è tornato CopenPay, il programma che assegna premi ai visitatori che compiono azioni considerate positive per la città. Tra le attività proposte ci sono gli spostamenti in bicicletta, l’arrivo in treno, la partecipazione a iniziative di pulizia del porto e altre attività organizzate dai partner del programma.

In cambio si possono ottenere, a seconda dell’iniziativa, ingressi gratuiti o scontati, visite guidate, noleggi di biciclette, caffè e altri vantaggi. Dal 22 giugno 2026 il programma è attivo durante tutto l’anno.

Tra gli obiettivi c’è anche quello di incoraggiare comportamenti di viaggio più sostenibili e, attraverso alcune iniziative collegate al programma, soggiorni più lunghi. Esistono infatti offerte rivolte a visitatori che scelgono di fermarsi a Copenaghen per almeno quattro notti, ma non si tratta di una condizione generale richiesta per partecipare a CopenPay.

Il principio è diverso rispetto a quello adottato da Venezia, La Pelosa o Sugiton: non si limita direttamente l’accesso, ma si cerca di orientare il comportamento del visitatore attraverso un sistema di ricompense.

Il turismo si organizza

I sei casi mostrano strumenti diversi per affrontare il turismo da prospettive diverse, tutte legate a una stessa questione che molte destinazioni si trovano ormai a gestire: concentrare migliaia di visitatori nello stesso luogo, nello stesso momento, può mettere sotto pressione strade, trasporti, centri storici, spiagge ed ecosistemi.

Le risposte cambiano. Venezia utilizza un contributo differenziato in base al momento della prenotazione; Dubrovnik interviene sugli arrivi delle crociere; La Pelosa utilizza il numero chiuso; Sugiton limita gli accessi nei periodi più delicati per l’ambiente; le Isole Cíes richiedono un’autorizzazione; Copenaghen prova invece a premiare alcuni comportamenti.

Non esiste quindi un’unica soluzione al problema dell’overtourism. Le destinazioni stanno sperimentando strumenti diversi, che vanno dal contingentamento degli accessi agli incentivi, passando per la gestione degli arrivi e la raccolta di dati sulle presenze.

Per chi viaggia, queste misure significano soprattutto una cosa: in alcune delle destinazioni più richieste la vacanza richiede oggi un po’ più di programmazione. Controllare le regole di accesso, prenotare una spiaggia o un’area naturale, scegliere un giorno meno affollato o arrivare con un mezzo a minore impatto possono diventare parti normali dell’organizzazione del viaggio.

L’obiettivo, nei diversi casi, è cercare un equilibrio tra accessibilità turistica, qualità dell’esperienza, tutela dell’ambiente e capacità dei territori di sostenere i flussi.

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