Cosa succede a una turbina eolica quando raggiunge la fine della sua vita operativa? Acciaio, rame, alluminio e cemento possono essere recuperati con relativa facilità. Le pale sono, però, molto più difficili da riciclare. Così, alcune aziende stanno provando a cambiare prospettiva: anziché smontarle per recuperare materia prima, perché non usare direttamente ciò che è ancora integro?
La turbina diventa casa
È la strada scelta da Vattenfall insieme allo studio di design Superuse. Una vecchia copertura della navicella di una turbina eolica austriaca è stata trasformata in una piccola abitazione: quattro metri di larghezza, dieci di lunghezza e tre di altezza. All’interno trovano posto cucina e bagno; l’edificio è dotato anche di pompa di calore, pannelli solari e sistema solare per l’acqua calda.
Il progetto è stato presentato alla Dutch Design Week nel 2024 e racconta una delle possibilità che si stanno sperimentando per gestire la crescente quantità di componenti provenienti dagli impianti arrivati a fine vita.
Non è l’unico esempio. A Lund, in Svezia, 57 pale provenienti da un parco eolico danese dismesso nel 2023 sono state utilizzate per realizzare la facciata di un parcheggio multipiano. Altri progetti hanno impiegato componenti delle turbine per strutture destinate ai pannelli solari e persino per produrre sci.
La parte difficile sono le pale
Il problema riguarda soprattutto i materiali compositi. Una pala può essere lunga tra 50 e 100 metri ed è progettata per resistere per decenni a vento, pioggia e condizioni estreme. È composta da strati di fibra di vetro o carbonio, resine epossidiche, legno di balsa, metalli e altri materiali. Separarli richiede processi specifici e, in alcuni casi, temperature elevate e molta energia.
Per questo Vattenfall ha vietato dal 2021 il conferimento in discarica delle pale e di altri componenti compositi e punta alla loro completa circolarità entro il 2030. Tra le opzioni ci sono riuso, riparazione, rigenerazione e riciclo; quando il recupero di materia ad alto valore non è possibile, restano il recupero energetico e il co-processing nell’industria del cemento.
Una questione che diventerà sempre più grande
L’Europa continua a installare turbine: nella prima metà del 2026 sono stati aggiunti 8,8 GW di nuova capacità eolica, il 30% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Ma la crescita degli impianti significa anche che, nei prossimi anni, aumenterà il numero di turbine da smantellare (e smaltire).
Il riuso creativo di una navicella come abitazione non può certo risolvere da solo il problema. Gli stessi protagonisti dei progetti lo considerano ancora una fase sperimentale. Serve soprattutto a capire quali componenti possono avere una seconda vita e a costruire un mercato per queste applicazioni.
Anche le regole europee sono ancora in evoluzione: non esiste un divieto generale dell’Unione per il conferimento in discarica delle pale eoliche, mentre alcuni Paesi hanno già introdotto norme nazionali vincolanti. WindEurope chiede una disciplina comune e un quadro che renda economicamente praticabili le filiere circolari.
