Torna a Roma uno degli appuntamenti più originali dedicati alla nuova musica. Il festival ArteScienza riapre la stagione dopo la pausa estiva con un titolo che è già un programma: “Interrogare il caso”. Al centro dell’edizione, curata dal Centro di Ricerche Musicali e dal direttore artistico Michelangelo Lupone, c’è il tema dell’indeterminazione, affrontato in due direzioni. Da un lato l’accelerazione del progresso tecnologico, che moltiplica l’imprevedibilità del presente; dall’altro l’eredità dei compositori che hanno fatto della casualità e dell’alea un principio del proprio linguaggio, come Franco Evangelisti.
Un’opera che cambia con il pubblico
Il festival si inaugura oggi con un’installazione site specific, ormai una costante della rassegna. “Misurare l’infinito”, firmata a quattro mani dalla compositrice Silvia Lanzalone e dall’artista Donatella Pinocci, resta visibile nello Spazio Supernova, in Piazza Santa Maria in Trastevere, fino al 20 settembre. È un ambiente immersivo costruito con le proiezioni, in cui due elementi plastici vengono sonorizzati e resi interattivi grazie a tecnologie sensibili al movimento. L’opera si trasforma di continuo: la sua struttura dipende dalla presenza e dagli spostamenti dei visitatori, che diventano così parte del lavoro. Il progetto porta la firma di Donatella Giordano, affiancata dal fisico Giovanni Organtini.
Dieci giorni di concerti a Trastevere
Dopo l’apertura, la rassegna prosegue al Teatro Belli, in piazza Sant’Apollonia, fino al 20 settembre. Il calendario alterna ensemble internazionali e omaggi. Si comincia con l’Ensemble Recherche, in un percorso che va da Mark Andre a Helmut Lachenmann. Il 16 tocca al Freon Ensemble, con pagine di Berio, Corghi, Guaccero e Murail; il 17 il percussionista Thierry Miroglio e il flautista Gianni Trovalusci presentano “Constellations”. Seguono la fisarmonica di Riccardo Pugliese, il 18, e l’omaggio a Cornelius Cardew affidato all’EVO Ensemble diretto da Virginia Guidi, il 19. Il 20 chiude questa fase il Roma Bànsuri Ensemble, guidato da Francesco Leonardi, con interventi di danza e teatro e la mostra “Misurare l’infinito” allestita nel foyer.
Un itinerario oltre la capitale
Il viaggio di ArteScienza non si esaurisce a Roma. A fine settembre la rassegna raggiunge il Musa del Parco della Musica, in ottobre la Sala Casella e Rieti, per chiudersi il 7 novembre al Laboratorio del Gran Sasso. Un percorso che unisce spazi urbani e luoghi della ricerca scientifica, coerente con la vocazione di una manifestazione nata per far dialogare arte e scienza. Informazioni e biglietti sul sito www.artescienza.info.
