16 Settembre 2026
/ 16.09.2026

Ghiacciai, la mappa che mostra quando potrebbero scomparire: a rischio anche le Alpi

Il Global Glacier Extinction Explorer permette di consultare le proiezioni per oltre 200 mila ghiacciai in diversi scenari di riscaldamento. Lo studio su cui si basa stima che in Europa centrale potrebbero restarne appena 20 entro il 2100 con +4 gradi

Una nuova mappa interattiva permette di stimare quando un ghiacciaio potrebbe scomparire, a seconda dello scenario climatico considerato. Si chiama ed è stata sviluppata da Lander Van Tricht, ricercatore di ETH Zurich e Vrije Universiteit Brussel, e Kristof Van Tricht, di VITO Remote Sensing.

La piattaforma utilizza i risultati di uno studio pubblicato su Nature Climate Change, che ha analizzato oltre 200 mila ghiacciai del mondo e ne ha simulato l’evoluzione fino al 2100 con quattro livelli di riscaldamento: +1,5, +2,0, +2,7 e +4 gradi rispetto al periodo preindustriale. Le date indicate dalla mappa sono proiezioni, non previsioni puntuali: dipendono dalle dimensioni del ghiacciaio, dalla quota, dalla geometria, dalle condizioni climatiche locali e dall’evoluzione futura delle temperature.

Le Alpi tra le aree che cambiano più rapidamente

Il dato che riguarda più da vicino l’Europa è quello dell’area definita dallo studio Central Europe, che comprende le Alpi. Qui oltre la metà dei ghiacciai è destinata a scomparire nei prossimi due decenni. Il picco delle scomparse è previsto generalmente prima o intorno al 2040 e, a differenza di altre regioni, cambia poco al variare dello scenario di riscaldamento.

Con +4 gradi, entro il 2100, nell’Europa centrale rimarrebbero circa 20 ghiacciai, pari a una riduzione del 99% rispetto a quelli attuali. Con +2,7 gradi, lo scenario associato agli attuali impegni climatici, a livello globale sopravviverebbe circa il 20% del numero iniziale di ghiacciai. Con +1,5 gradi, invece, entro la fine del secolo potrebbe rimanere quasi la metà.

Fino a 4 mila scomparse in un anno

Il fenomeno è già misurabile. Secondo le simulazioni, oggi scompaiono nel mondo circa 750-800 ghiacciai all’anno. Il ritmo massimo arriverebbe a circa 2 mila scomparse annuali nello scenario +1,5 gradi, attorno al 2041, e a circa 4 mila con +4 gradi, con il picco spostato verso la metà degli anni Cinquanta.

Questi numeri sono interessanti soprattutto per capire la velocità del cambiamento. I ghiacciai che scompaiono per primi sono in larga parte quelli meno estesi.

Che cosa significa “scomparso”

Nello studio un ghiacciaio viene considerato estinto quando la sua superficie scende sotto 0,01 km² oppure quando il volume residuo è inferiore all’1% di quello iniziale. Non significa quindi necessariamente che ogni traccia di ghiaccio sia scomparsa in quel preciso momento: si tratta di una soglia utilizzata dai modelli per rendere confrontabili migliaia di casi diversi.

La scomparsa, inoltre, non avviene normalmente in un solo anno. Un periodo con poca neve invernale e forte fusione estiva può accelerare la fase finale. È quanto può accadere dopo anni di arretramento, quando il ghiacciaio ha già perso gran parte della propria massa. Per questo alcuni ghiacciai indicati dalla mappa come prossimi alla scomparsa stanno già attraversando questa fase.

“Ogni frazione di grado conta”, ha spiegato Van Tricht presentando il progetto. La differenza tra gli scenari, infatti, non riguarda soltanto il numero finale di ghiacciai ancora presenti nel 2100, ma anche la velocità con cui le scomparse si concentrano nei prossimi decenni. La mappa rende questo passaggio visibile sul territorio: anziché un dato riferito a un’intera regione, mostra che cosa potrebbe accadere a un singolo ghiacciaio e in quale intervallo temporale.

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