16 Settembre 2026
/ 16.09.2026

Ad Atene il vecchio aeroporto diventa un mega parco progettato contro il caldo

Duecento ettari, 30 mila alberi, sistemi per recuperare e riutilizzare l’acqua e una rete di “percorsi freschi”: Ellinikon trasforma un’ex area aeroportuale in un’infrastruttura urbana pensata anche per affrontare le ondate di calore

Per capire che cosa sta diventando Ellinikon, nella periferia meridionale di Atene, si può partire da un dato: 200 ettari. È la superficie dell’ex aeroporto internazionale della capitale greca destinata a trasformarsi nel più grande parco urbano costiero d’Europa. L’apertura al pubblico è prevista all’inizio del 2027, mentre il completamento delle ulteriori infrastrutture è programmato entro il 2030.

A raccontare dimensioni e caratteristiche del progetto è stata Euronews con l’agenzia APE-MPE. Il dato probabilmente più interessante non riguarda solo quanto sarà grande il parco bensì come è stato progettato.

Dal cemento al microclima

Il progetto prevede oltre 30 mila alberi e circa tre milioni di arbusti. La vegetazione dovrebbe coprire il 70% dell’area. L’obiettivo dichiarato è costruire uno spazio capace di incidere sulle condizioni climatiche locali, utilizzando ombra, vegetazione, acqua, materiali e ventilazione come parti dello stesso sistema.

Per progettare il microclima sono state utilizzate simulazioni digitali, mappature termiche e tecniche di fluidodinamica computazionale (CFD). Da queste analisi nasce anche una rete di “percorsi freschi”, lungo i quali la temperatura potrà essere fino a quattro gradi inferiore rispetto alle vicine superfici asfaltate.

Le aree di sosta avranno oltre il 60% di ombreggiatura, senza bloccare la circolazione naturale dell’aria. Alberi e arbusti contribuiranno inoltre al raffrescamento attraverso l’evapotraspirazione. Canali, sistemi di nebulizzazione e vasche a basso consumo idrico saranno integrati nel disegno complessivo.

È un cambio di scala: il verde viene trattato come una componente funzionale della città.

La partita decisiva è l’acqua

In una città mediterranea sottoposta a estati sempre più calde, un parco di queste dimensioni pone una domanda: quanta acqua servirà per mantenerlo? Ellinikon prova a rispondere progettando prima ancora il sistema idrico. Un impianto di trattamento terziario potrà produrre fino a 7 mila metri cubi di acqua trattata al giorno, destinata agli usi non potabili consentiti, compresa l’irrigazione. È previsto inoltre un serbatoio da 10 mila metri cubi.

L’irrigazione sarà gestita attraverso sensori meteorologici e del suolo, che permetteranno di adeguare i volumi alle condizioni effettive della vegetazione. Secondo lo studio alla base del progetto, il sistema potrebbe consentire un risparmio d’acqua fino al 90%. Anche la pioggia sarà gestita all’interno dell’area attraverso infrastrutture verdi e blu. Il progetto comprende inoltre il ripristino dei flussi naturali del torrente Trachones, destinato ad avere anche una funzione di protezione dalle alluvioni.

Un parco grande quasi quanto una città

Le proporzioni aiutano a capire la portata dell’intervento. I 200 ettari di Ellinikon sono circa il 40% in più rispetto ai 142 ettari di Hyde Park a Londra e si avvicinano ai 210 ettari del Tiergarten di Berlino. Central Park a New York resta più grande, con 341 ettari, ma il confronto restituisce comunque la scala internazionale dell’operazione. A distinguere Ellinikon è soprattutto il rapporto con il mare: il parco sarà collegato direttamente a circa due chilometri di lungomare.

Il progetto punta anche a limitare l’impronta materiale della trasformazione. Marmo di Kavala, marmo bianco di Dionysos-Penteli, ardesia di Karystos e arenaria di Mandras saranno utilizzati per superfici e pavimentazioni. Parte dei materiali dell’ex aeroporto, invece, verrà recuperata: lastre di cemento e aggregati frantumati saranno riutilizzati per muri, basamenti, gabbioni e riempimenti.

La guida alla progettazione e gestione degli spazi verdi sostenibili elaborata dall’architetto paesaggista Dimitra Theochari e da Lenio Myrivili, responsabile globale per il clima dell’UNEP, utilizza Ellinikon come caso applicativo di un principio: progettare insieme vegetazione, acqua, materiali e microclima.

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