23 Ottobre 2026
/ 23.10.2026

Clima, tre italiani su quattro chiedono più impegno

Un sondaggio Ipsos Doxa per Ecomondo e gli Stati Generali della green economy fotografa un Paese preoccupato per il riscaldamento globale. Gli scettici sono una minoranza: appena il 14%

La crisi climatica non è più un tema di nicchia. Secondo un sondaggio realizzato da Ipsos Doxa per la 29ª edizione di Ecomondo e la 15ª edizione degli Stati Generali della green economy, il 76% degli italiani chiede con decisione un impegno maggiore per affrontare il riscaldamento globale. Quasi uno su due, il 46%, si rivolge in particolare alla politica, chiamata a fare di più. Gli scettici si fermano invece al 14%: una quota ridotta, lontana dal peso che le loro posizioni sembrano avere nel dibattito pubblico.

Gli interventi più utili

Alla domanda su quali interventi siano più utili per contrastare il cambiamento climatico, gli intervistati mettono al primo posto la riduzione dei combustibili fossili accompagnata dalla crescita delle rinnovabili (38,5%). Segue il capitolo del risparmio e dell’efficienza energetica, indicato dal 35,3%. Un quarto del campione (25%) considera importante una comunicazione trasparente sui costi dell’inazione, mentre il 24,3% ritiene indispensabile una spinta internazionale che coinvolga tutti i Paesi.

Il sondaggio guarda anche all’attualità. Con le tensioni geopolitiche che pesano sui mercati energetici, Ipsos ha chiesto come rispondere a questa fase critica. Per il 55% la strada è tagliare le importazioni di combustibili fossili e puntare sulle rinnovabili, una scelta che permetterebbe di contenere i costi e rafforzare la sicurezza energetica. È un dato che lega in modo esplicito la questione climatica a quella economica: la transizione non viene vista solo come un dovere ambientale, ma come una leva per proteggere le bollette e l’indipendenza del Paese.

La nuova economia globale

I risultati faranno da sfondo agli Stati Generali della green economy, in programma il 3 e 4 novembre a Ecomondo, la fiera di Rimini dedicata alla green e circular economy. Al centro dell’edizione 2026 ci saranno le trasformazioni che stanno ridisegnando l’economia mondiale: la competizione industriale tra le grandi aree del pianeta, le politiche climatiche, la destinazione degli investimenti, la decarbonizzazione, l’economia circolare e la tutela del capitale naturale. Lo sguardo andrà dall’Italia all’Europa, dalla Cina agli Stati Uniti, fino all’Africa, con l’obiettivo di capire a che punto è la transizione, dove sta andando e quali scelte potranno accelerarla.

Il messaggio che arriva dagli italiani è chiaro: la domanda di azione c’è ed è ampia. Resta da capire se le istituzioni sapranno trasformarla in decisioni concrete, a partire dalle politiche energetiche dei prossimi anni.

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