Per tredici anni ogni suo passo è finito su una mappa. Dal 2013 un collare satellitare ha seguito Fred tra le praterie del Masai Mara, in Kenya. Registrava le rotte verso l’acqua, i corridoi preferiti e le zone in cui si fermava più a lungo. Adesso quel segnale si è spento. L’elefante è morto per cause naturali, a circa 55 anni. Lo ha comunicato il 26 ottobre il Mara Elephant Project, l’organizzazione che lo monitorava insieme al Kenya Wildlife Service e al Wildlife Research and Training Institute.
Per un animale come Fred, morire di vecchiaia non era affatto scontato. Era un super tusker, uno di quei maschi con zanne così sviluppate da sfiorare il terreno: le sue superavano i 45 chili ciascuna. È un’eredità genetica rarissima, e per decenni è stata anche una condanna, perché i bracconieri colpiscono per primi proprio gli esemplari con più avorio. Fred era nato all’inizio degli anni Settanta. È sopravvissuto alla stagione più buia per gli elefanti africani, quando il traffico di avorio ne ha dimezzato le popolazioni, fino al bando internazionale deciso nel 1989.
Le zanne che spariscono
La caccia ai grandi maschi non ha solo ridotto i numeri: ha cambiato la specie. Nel Parco nazionale di Gorongosa, in Mozambico, gli studi hanno mostrato un effetto preciso. Dopo anni di guerra civile e bracconaggio intensivo, la quota di femmine nate senza zanne è cresciuta in modo netto. L’avorio, in altre parole, è diventato uno svantaggio evolutivo. Il dato più allarmante va letto in questo quadro: in tutto il continente restano, secondo la stima di Africa Geographic, appena 85 super tusker, almeno 26 dei quali in Africa orientale.
Fred, del resto, è il secondo gigante che il Kenya perde in pochi mesi. Il 3 gennaio era morto Craig, 54 anni, simbolo del Parco nazionale di Amboseli, anche lui con zanne lunghissime.
Cosa resta dopo il segnale
Il valore di Fred, però, non si misura in chili d’avorio. I ricercatori hanno incrociato i dati del suo collare con l’osservazione sul campo. Così hanno capito meglio come si muovono i grandi maschi, quali aree attraversano e dove sono più esposti. Su questa base sono state ripensate le strategie di protezione per gli altri super tusker. È il risultato di una collaborazione tra istituzioni pubbliche e associazioni private che in Kenya ha dato frutti concreti.
Per una volta, la fine di un super tusker non racconta una storia di fucili e avorio. Fred se n’è andato come dovrebbero andarsene tutti gli elefanti: da vecchio, nel suo territorio. La sfida, ora, è fare in modo che non resti un’eccezione.
