La Giunta di Palazzo Marino ha approvato le modifiche e le integrazioni al Regolamento d’uso e tutela del verde pubblico e privato che dovranno ora passare all’esame del Consiglio comunale. Obiettivo rafforzare le misure per la tutela del verde pubblico e privato, introducendo nuove regole per la gestione degli alberi, la salvaguardia della biodiversità e la progettazione degli spazi verdi urbani.
Le novità sono state presentate dall’assessora all’Ambiente e Verde, Elena Grandi, nel corso di una commissione consiliare. Tra gli obiettivi del provvedimento figurano una maggiore protezione del patrimonio arboreo cittadino, l’introduzione di sanzioni più severe e l’adozione di criteri di progettazione capaci di rispondere alle conseguenze dei cambiamenti climatici.
“Da mesi lavoriamo intensamente per modificare e rendere più attuale questo regolamento, approvato nel 2017 e integrato nel 2021, confrontandoci con i Municipi, con i Garanti del Verde, con gli agronomi e con le Università, e dopo avere tenuto conto delle molte segnalazioni ricevute in questi anni, dell’esperienza maturata e aver valutato le criticità operative determinate dai cambiamenti climatici”, commenta l’assessora Grandi. “Le modifiche che abbiamo approvato in Giunta e che presentiamo ai consiglieri in vista della discussione che arriverà poi nell’Aula del Consiglio comunale, sono modifiche importanti e necessarie, alla luce in particolare del cambiamento del clima, i cui effetti sono ben visibili anche nella nostra città, e delle nuove politiche ambientali europee: penso in particolare al Piano di Ripristino della Natura. Servono nuove regole per garantire una maggiore tutela del patrimonio verde cittadino, per progettare un’infrastruttura verde che sia sempre più resistente e resiliente, per tutelare la biodiversità e valorizzare i servizi ecosistemici che il verde è in grado di fornire alla città e a chi la abita”.
Verde urbano: più tutele per alberi e filari cittadini
Una parte significativa delle modifiche riguarda gli interventi di potatura e abbattimento degli alberi, con procedure più rigorose per garantire la salute del patrimonio arboreo e limitare gli interventi non adeguatamente motivati.
Per le potature sarà necessario presentare una relazione che documenti le ragioni dell’intervento, dichiarare l’assenza di nidi o tane di animali selvatici e fornire una documentazione successiva che attesti la corretta esecuzione dei lavori.
Regole più stringenti anche per gli abbattimenti, sia nelle aree pubbliche sia in quelle private. Salvo il caso degli alberi classificati in classe D, considerati a rischio di schianto, gli interventi dovranno essere effettuati durante il periodo di riposo vegetativo e richiederanno l’autorizzazione degli uffici comunali, anche quando riguarderanno alberi cresciuti spontaneamente.
Verrà inoltre abolita la procedura semplificata che, per alcune categorie di alberi, consentiva di presentare una relazione firmata dal solo richiedente. La documentazione dovrà essere sottoscritta da un professionista qualificato, come un dottore agronomo o forestale, un perito agrario, un agrotecnico o una figura professionale equipollente.
Compensazioni più attente al valore degli alberi
Le modifiche intervengono anche sulle compensazioni previste in seguito agli abbattimenti. Non sarà più sufficiente considerare esclusivamente la specie rimossa: dovrà essere valutato anche il valore ecosistemico dell’albero, ossia il contributo che offre all’ambiente urbano.
Gli interventi compensativi non saranno limitati alle sole specie autoctone e dovranno privilegiare, quando possibile, la stessa area in cui è avvenuto l’abbattimento. Il fine è preservare, per quanto possibile, i benefici ambientali garantiti dalla presenza degli alberi, contribuendo alla continuità del patrimonio verde cittadino.
Ulteriori disposizioni riguarderanno i filari alberati. Sarà vietato collocare strutture come dehors, impianti pubblicitari e chioschi a distanze tali da interferire con le radici, il fusto o la chioma degli alberi, mettendone a rischio la salute e lo sviluppo.
Più superfici verdi e specie resistenti al clima
Il nuovo Regolamento punta a integrare maggiormente il verde nella pianificazione urbana, soprattutto in occasione degli interventi di riqualificazione degli spazi pubblici.
Per ogni nuovo progetto dovrà essere verificata la possibilità di realizzare superfici depavimentate, aree verdi o pavimentazioni drenanti, soluzioni che possono favorire l’assorbimento dell’acqua e ridurre l’impermeabilizzazione del suolo.
Anche la scelta delle specie arboree sarà orientata a criteri di maggiore resilienza climatica. Le nuove piantumazioni e gli eventuali interventi di riqualificazione dei filari esistenti dovranno privilegiare specie capaci di resistere meglio alle condizioni determinate dai cambiamenti climatici.
La gestione del verde dovrà inoltre prestare maggiore attenzione alla risorsa idrica, con l’obiettivo di valorizzare l’acqua e promuovere modalità di progettazione e manutenzione più sostenibili.
Prati fioriti, sfalcio ridotto e tutela della biodiversità
Tra le novità figura l’inserimento definitivo nel Regolamento delle aree a sfalcio ridotto e dei prati fioriti, già sperimentati negli ultimi anni. Si tratta di soluzioni che contribuiscono a diversificare gli spazi verdi e a favorire la biodiversità urbana.
Nei prati fioriti sarà vietato l’accesso agli animali, per non compromettere la corretta crescita e lo sviluppo della vegetazione.
Il provvedimento introduce inoltre nuove disposizioni per proteggere le radici di alberi, cespugli e siepi dalle sostanze potenzialmente dannose. Le attività commerciali situate in prossimità di aree verdi, aiuole e parterre alberati non potranno effettuare sversamenti che possano compromettere la salute della vegetazione.
Anche la gestione delle aree di cantiere sarà interessata da regole più rigorose, per tutelare il verde esistente e impedire che i lavori danneggino gli alberi e gli altri elementi vegetali presenti.
Stop a coriandoli e palloncini non biodegradabili nel verde pubblico
Le modifiche riguardano anche i comportamenti quotidiani e le attività che possono avere un impatto sull’ambiente urbano. Tra le misure previste il divieto di utilizzare coriandoli e palloncini realizzati con materiali non biodegradabili come la plastica.
Una disposizione che punta a ridurre la dispersione di materiali inquinanti negli spazi pubblici e nelle aree verdi, affiancando alle norme sulla manutenzione e sulla progettazione interventi volti a prevenire i danni ambientali.
Sanzioni più severe per gli abbattimenti irregolari
Il pacchetto di modifiche prevede infine un adeguamento delle sanzioni alle nuove disposizioni. Per quanto riguarda gli abbattimenti, viene chiarito che la sanzione dovrà essere applicata per ciascun albero coinvolto, e non semplicemente in riferimento all’intervento effettuato in una determinata area.
La revisione del Regolamento si inserisce così in un percorso volto a rafforzare la protezione del patrimonio naturale di Milano, attraverso controlli più rigorosi, responsabilità professionali definite e una maggiore attenzione al valore ambientale degli alberi e degli spazi verdi.
Dopo l’approvazione da parte della Giunta, il testo dovrà ora affrontare il passaggio in Consiglio comunale, prima che le nuove disposizioni possano completare il proprio iter istituzionale.
