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Cronaca

Apple si allea con Microsoft per sfidare Google, lo strano destino

19.10.2023

Apple Park dall'alto durante il tramonto, Cupertino, California, USA.

La Mela di Steve Jobs dimentica i vecchi rancori e vuole allearsi con Microsoft per appropriarsi di un motore di ricerca che possa contrastare lo strapotere di Google. Safari propone il primo embrione di motore di ricerca, rumor sull’acquisizione di Bing.

Avendo già tutto quanto un’azienda tecnologica possa desiderare di avere, Tim Cook si è accorto che c’è ancora una cosa che i rivali fanno meglio di lui. Ovvero il motore di ricerca, strumento che Cupertino non ha mai – fin qui – desiderato, ma che potrebbe essere il prossimo fronte della battaglia delle Big Tech.

Insomma: Apple lancia la sfida a Google, e per farlo vuole allearsi con Microsoft per acquisire Bing e farlo proprio.
I rumors sono insistenti, segno che comunque l’idea è in gestazione dalle parti di Cupertino. Soprattutto dopo che proprio Google è stata messa nel mirino dell’Antitrust per abuso della sua posizione dominante, processo in cui anche Apple è stata chiamata in causa e nel quale il vicepresidente senior della Mela, ed ex dipendente di Google, John Giannandrea è stato chiamato in causa. Un tribunale di Washington ha deciso che la sua testimonianza fosse da desecretare e che fossero rilevati i motivi per cui le altre compagnie tech, fino a qui, avessero deciso di non fare concorrenza a Big G, che al momento mantiene una quota di mercato del 90%.

E insomma, come ha detto Giannandrea, Apple ha sempre scartato l’idea di entrare in un business nel quale aveva già lucrosi contratti firmati con Google, così come hanno fatto tutti i maggiori produttori di Google. Accordi commerciali obbligano la Mela a impostare la ricerca dei rivali come predefinita sugli iPhone e altri dispositivi: ci sarebbero in ballo circa 19 miliardi di dollari l’anno di introiti.

Ora però il processo in corso all’Antitrust americana sta cambiando lo scenario, ed ecco che le titubanze di Apple stanno diventando meno forti, tanto che un primo embrione di motore di ricerca appare già ora sul browser Safari alla voce “suggestion”:

«Stiamo intercettando ogni query che state cercando di fare e cerchiamo di decidere se possiamo aiutarvi», ha detto Giannandrea.

Ci stanno lavorando insomma. Durante la testimonianza il vicepresidente di Apple ha anche rilevato che i colloqui con Microsoft sono cominciati già da 2018, ma che fino ad oggi Bing alla fine è rimasto al suo proprietario originale, per decisione di Tim Cook in persona. Il motivo è in una mail interna nella quale un altro vicepresidente della Mela, Adrian Perica, ha definito le trattative in corso «una leva negoziale incrementale per mantenere il tasso di guadagno di Google», con l’idea comunque di avere un’arma in mano per avere la possibilità nel futuro di mettersi in proprio.

Quel momento – grazie all’Antistrust – sembra arrivato, tanto che alla fine è venuto alla luce Pegasus, un motore di ricerca di nuova generazione già in funzione per le app di Apple e che consente di visualizzare i risultati in modo più accurato. Il tutto mentre la funzionalità Spotlight, quella che aiuta gli utenti a trovare le cose sui loro dispositivi, ha man mano inserito la ricerca sul web come risultato. Con il risultato che Siri potrebbe far presto amicizia con Bing, per un bel matrimonio di convenienza.

 

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