Nulla si distrugge, tutto si trasforma. È l’insegnamento che ci tramanda Lavoisier sul finire del Settecento: ed è vero anche per Roma. La città eterna, infatti, non è più il set cristallizzato della grande bellezza e del turismo “mordi e fuggi”. Il motore del cambiamento si muove lungo le direttrici di una mobilità nuova, tra sentieri e ciclabili che ricuciono le periferie con il centro, e nei parchi archeologici dove il tempo sembra essersi fermato.
La sfida che l’amministrazione capitolina ha raccolto è ambiziosa: governare la crescita del settore senza subirne gli effetti collaterali. E con un record di 53 milioni di pernottamenti registrato nel 2025, la gestione dei flussi è diventata la priorità assoluta per garantire che l’accoglienza non si trasformi in un consumo predatorio del territorio. In un rafforzamento della pressione che ha portato alla diminuzione degli abitanti del centro storico.
Su questo punto, è chiaro Mariano Angelucci, presidente della Commissione turismo, moda e relazioni internazionali: “La visione di questa amministrazione è quella di un turismo equilibrato, diffuso e responsabile, che non consumi la città ma ne valorizzi l’identità”. Dunque, la tutela del patrimonio e la qualità della vita dei residenti non sono ostacoli, ma la condizione imprescindibile per renderlo duraturo e di qualità.
Mobilità dolce e percorsi inaspettati
In questo scenario, il concetto di “infrastruttura ambientale assume un significato concreto: non più semplici spazi verdi, ma veri e propri corridoi di mobilità dolce che collegano la storia alla natura. Il progetto GRAB – Grande Raccordo Anulare delle Bici ne è l’esempio più chiaro: “Questo progetto ha dimostrato come il verde urbano, i percorsi ciclopedonali e le connessioni ecologiche possano trasformarsi in autentiche destinazioni, capaci di raccontare una Roma più vivibile, resiliente e contemporanea”, continua Angelucci.
Insomma, una cintura verde che non è solo una pista ciclabile, ma un’autentica destinazione turistica che permette di attraversare millenni di storia a colpi di pedale. In altri termini, “un approccio che favorisce permanenze più lunghe, rafforza il legame tra visitatori e territorio e contribuisce a costruire una città più verde, più sana e più attrattiva anche dal punto di vista ambientale”.
La vera sorpresa della Roma contemporanea si trova fuori dai percorsi tradizionali. Grazie all’iniziativa Unexpected Itineraries of Rome, la città invita a scoprire i suoi segreti meno noti. Una narrazione diversa, che sposta l’attenzione verso quartieri, parchi e siti che spesso restano fuori dalle guida patinate, ma che custodiscono l’anima autentica della città: “Questi itinerari sono stati apprezzati non solo dai visitatori, ma anche dalle romane e dai romani che hanno potuto riscoprire luoghi prima poco conosciuti o difficilmente fruibili, beneficiando di processi di riqualificazione urbana e di nuove opportunità di accesso e utilizzo degli spazi”, racconta Angelucci. “Questa narrazione favorisce forme di visita più rispettose dell’ambiente, incentiva la mobilità dolce e il tempo lungo dell’esplorazione, riducendo l’impatto sul centro storico e migliorando la qualità dell’esperienza turistica”.
Oltre il centro storico
In questa strategia di decentramento culturale, un ruolo cruciale è giocato da giganti come Ostia Antica e Gabii. Questi siti archeologici rappresentano infatti una stratificazione storica straordinaria e offrono un’esperienza di visita molto più immersiva e rilassata rispetto al centro storico. E, come ribadisce Angelucci, su questo l’amministrazione Gualtieri ha in mente una strategia chiara e definita: “Su Ostia Antica e Gabii è in corso un lavoro strutturato, portato avanti in sinergia con istituzioni culturali, università e territori per migliorarne l’accessibilità, i servizi, la comunicazione e i collegamenti con il resto della città”.
In questo senso, una svolta storica è rappresentata dalla recente apertura della fermata Colosseo della linea metro C: “Si tratta di un’infrastruttura di mobilità sostenibile che rafforza il collegamento tra il centro storico e la parte orientale della città e rende più semplice, accessibile e ambientalmente responsabile raggiungere luoghi di straordinario valore culturale e archeologico, come il Parco archeologico di Gabii”, aggiunge il presidente della Commissione turismo, moda e relazioni internazionali. “Investire su trasporto pubblico, intermodalità e accessibilità significa orientare i flussi turistici in modo più equilibrato, riducendo congestione e impatto ambientale nel centro storico e favorendo una fruizione più diffusa del patrimonio”. Insomma, una strategia che va nella direzione di un turismo di qualità, meno concentrato e più sostenibile.
Orientamento dei flussi e turismo intelligente
Quando muoversi diventa semplice e rispettoso per l’ambiente, il turista è più propenso a esplorare, a fermarsi, a vivere la città con i ritmi di chi la abita. Dunque, migliorare la vita dei residenti diventa il segreto per offrire un’esperienza migliore anche a chi viene da fuori: è un circolo virtuoso che vede la rigenerazione urbana e l’innovazione sostenibile come motori di una nuova coesione sociale.
Le prossime sfide sono già all’orizzonte, e passano attraverso l’utilizzo strategico dei fondi europei e l’innovazione tecnologica. Un orientamento, questo, che Angelucci sostiene: “È fondamentale promuovere un modello di turismo diffuso, lento e a basso impatto, che valorizzi non solo i luoghi iconici, ma anche quartieri, parchi, itinerari e spazi verdi, creando esperienze autentiche e rispettose dell’ambiente”.
E ancora: “Negli ultimi quattro anni, insieme al sindaco Gualtieri, Roma ha già affrontato e vinto sfide storiche nel settore turistico, investendo risorse pubbliche per la rigenerazione urbana e attirando investimenti privati significativi come non accadeva da oltre vent’anni”. Il risultato? Oggi Roma compete con le grandi capitali del mondo.
Un lavoro enorme e complesso, che però, come ribadisce Angelucci, ha permesso di ridurre le distanze tra il centro e le zone più periferiche, favorendo non solo un aumento dei visitatori, ma anche una fruizione più continua e diffusa da parte di cittadine e cittadini. Su questa scia, la capitale si prepara a consolidare la sua reputazione nel turismo sostenibile, puntando sulla digitalizzazione, sulla partecipazione dei cittadini e sulla lotta all’illegalità nel settore ricettivo.
“Il cammino tracciato in questi anni dovrà continuare nei prossimi, con investimenti ancora più mirati su trasporto pubblico, mobilità sostenibile e valorizzazione dei luoghi turistici”, conclude Angelucci. La Roma del futuro, dunque, è una città che guarda indietro per proteggere la sua storia, ma pedala spedita verso un modello di sviluppo resiliente e inclusivo.
