Da 47 anni in inverno il ghiaccio marino artico non raggiungeva una superficie massima così ridotta. A certificarlo è l’autorevole National Snow and Ice Data Center (Nsidc) dell’università di Boulder in Colorado, una delle fonti qualificate del monitoraggio della criosfera. “Il 22 marzo – ha annunciato il Nsidc – l’estensione del ghiaccio marino artico ha probabilmente raggiunto il suo massimo stagionale, pari a 14,33 milioni di chilometri quadrati, il valore più basso registrato in 47 anni di osservazioni satellitari. Questo massimo annuale è inferiore di 1,31 milioni di chilometri quadrati rispetto alla media del periodo 1981-2010, che era di 15,64 milioni di chilometri quadrati, e di 80.000 chilometri quadrati al di sotto del precedente massimo più basso che si è verificato il 7 marzo 2017”. Il massimo di quest’anno si è verificato 10 giorni dopo la data media del 12 marzo.
La ridotta estensione dei ghiacci marini nell’oceano artico è musica per Donald Trump, che dopo la visita del vicepresidente Vance alla base militare americana di Thule, nel nord della Groenlandia, è tornato a sottolineare: “Prenderemo la Groenlandia al 100%. E non escludo l’uso della forza militare”. L’interesse di Trump non è solo quello pubblicizzato, relativo ad esigenze di sicurezza (che sarebbero facilmente copribili installando altre basi aeree e marittime, cosa possibile trattandosi di un paese Nato, e già accaduta nei decenni precedenti), ma al controllo delle risorse minerarie della Groenlandia, che lo scioglimento dei ghiacci marini e di quelli continentali che ancora la coprono in gran parte faciliteranno molto. Lo scioglimento in atto è quindi funzionale ai piani di Trump.
Più caldo in tutte le stagioni
La tendenza in atto ha valenza climatica globale ed è presente in tutte le stagioni. Secondo una ricerca pubblicata su Geophisical research letters, la perdita di ghiaccio marino dovuta ai cambiamenti climatici ha già ridotto l’effetto di raffreddamento planetario polare tra il 13 e il 15% dagli anni Ottanta. Inoltre, le 18 estensioni di ghiaccio marino estivo artico più basse mai registrate si sono tutte verificate negli ultimi 18 anni (2007-2024).
“La bassa estensione del ghiaccio marino – ha sottolineato il NSIDIC – è persistita nella maggior parte dell’Artico durante la stagione invernale 2024-2025. In particolare, il Golfo di San Lorenzo è rimasto praticamente privo di ghiaccio e il Mare di Okhotsk ha avuto un’estensione del ghiaccio marino sostanzialmente inferiore alla media. Solo il Mare della Groenlandia orientale ha avuto un’estensione quasi media durante l’inverno. L’estensione del ghiaccio del Mare di Bering è stata bassa per gran parte della stagione, ma la crescita da fine febbraio a fine marzo ha portato la regione più vicina alle condizioni medie ed è stata il fattore principale che ha contribuito all’aumento del ghiaccio marino artico totale durante marzo. Le temperature sono state da 1 a 2 gradi Celsius (da 2 a 4 gradi Fahrenheit) superiori alla media nell’Artico e nei mari circostanti, il che ha probabilmente rallentato il tasso di crescita del ghiaccio”.
Anche l’Antartide non se la passa bene
“Un picco invernale così ridotto non significa che a settembre seguirà necessariamente un minimo estivo da record – ha commentato Julienne Stroeve, senior scientist de Nsidic – ma indica che il declino generale a lungo termine della copertura di ghiaccio sta continuando”. “Questo nuovo record negativo – concorda Walter Maier, altro senior scientist di Nsidic – è un altro indicatore di come il ghiaccio marino artico sia cambiato radicalmente rispetto ai decenni precedenti. Ma, ancora più importante del minimo storico, è che quest’anno aggiunge un altro dato alla continua perdita a lungo termine di ghiaccio marino artico in tutte le stagioni”.
Nel frattempo, Nsidic ha annunciato che il ghiaccio marino antartico ha raggiunto la sua estensione minima estiva all’inizio di marzo, con il 2025 che si è legato al 2022 e al 2024 per il secondo più piccolo minimo estivo mai registrato. E dall’Europa confermano. “Con il ghiaccio marino ai minimi storici o quasi, sia nell’Artico che nell’Antartico, l’estensione globale del ghiaccio marino è scesa al minimo storico” nel febbraio di quest’anno, ricorda il Copernicus Climate Change Service (C3S) dell’Ue. Se l’Artico piange, l’Antartide non ride di certo.