26 Agosto 2026
/ 26.08.2026

L’anticiclone africano non va più in vacanza: caldo fino al 2 settembre, con punte di 45 gradi al Sud

Il picco tra il 27 e il 30 agosto, ma secondo il meteorologo Giulio Betti l'ondata durerà una settimana intera. Attese anche polveri sahariane e notti tropicali fino a 30 gradi

Il 26 agosto l’Italia si è svegliata divisa in due. Al Nord residuano temporali e instabilità, retaggio di un vortice depressionario che nei giorni scorsi ha portato piogge su Veneto, Friuli-Venezia Giulia e settore alpino. Al Centro-Sud, invece, l’alta pressione subtropicale non ha mai mollato la presa. Da qui partirà la nuova espansione dell’anticiclone africano che, secondo il meteorologo Giulio Betti, non si esaurirà in pochi giorni ma “interesserà il Sud e la Sardegna” fino al 2 settembre.

I numeri della nuova ondata

Le proiezioni del Centro Meteo Italiano indicano anomalie fino a 10-12 gradi sopra la media al Centro-Sud, con massime diffuse attorno ai 40 gradi. Betti, sul suo profilo Instagram, colloca il picco “tra il 27 e il 30 agosto”, con temperature che “supereranno spesso i 40 gradi su Sardegna, Sicilia, Calabria, Basilicata e Puglia” e punte che arrivano fino a “44-45 gradi tra giovedì e sabato su Sardegna centro-meridionale, zone interne della Sicilia, della Puglia e della Basilicata”.

Il Centro-Nord non resta ai margini

Il caldo, secondo Betti, risalirà la Penisola fino a coinvolgere “la bassa Val Padana, l’Umbria, la Toscana e il Lazio con valori massimi fino a 37-38 gradi” già venerdì, giornata che definisce “la più difficile”. Un dato che ridimensiona lievemente le stime più alte circolate su Roma, e che colloca l’ondata come un fenomeno che dal Sud risale progressivamente verso il Centro e le zone alpine, dove tornerà a farsi sentire l’afa.

Notti roventi e polveri sahariane   

Oltre alle massime, Betti segnala un elemento spesso sottovalutato: le minime. Tra giovedì e sabato “non sono esclusi valori prossimi ai trenta gradi tra Calabria meridionale e Sicilia e sulla Sardegna meridionale”. Sono le cosiddette notti tropicali, quelle in cui il corpo non ha tregua nemmeno dopo il tramonto, e che pesano in modo particolare su anziani e persone con patologie croniche. A complicare il quadro, venerdì è attesa anche “un’importante intrusione di polveri desertiche”, legata alla stessa saccatura atlantica che porterà forti temporali sulle Alpi richiamando contemporaneamente masse d’aria subtropicale verso il Sud.

Una stagione di ondate ravvicinate

Il quadro che emerge conferma uno schema ormai ricorrente: caldo intenso, breve pausa, nuovo affondo. La differenza, questa volta, è nella durata: non un episodio di due o tre giorni ma una fase che, secondo le stime di Betti, si protrarrà per una settimana piena. Per Sicilia, Puglia, Calabria ionica e Sardegna, avverte il meteorologo, non si tratta nemmeno di un nuovo evento ma “del proseguimento della fase di caldo anomalo già in essere”.

Cosa resta da capire

Le zone interne del Sud, quelle più esposte ai picchi di 44-45 gradi, restano anche le aree con popolazione più anziana e infrastrutture sanitarie più fragili. Le previsioni indicano con precisione crescente dove e per quanto tempo si prolungherà il caldo: la domanda aperta riguarda chi, in quelle stesse aree, ha davvero gli strumenti per reggerlo per un’intera settimana e non solo per una giornata di emergenza.

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