4 Aprile 2025
/ 3.04.2025

L’invasione delle microplastiche: dal chewing gum alla placenta dei gatti

Queste particelle si nascondono ovunque. Secondo uno studio dell'Università della California anche nelle chewing gum e così essere ingerite. Uno studio dell'Università di Parma ha trovato 19 diversi tipi di questi minuscoli frammenti anche nella placenta e nei feti di alcuni gatti randagi

Sono presenti ovunque. E minacciano la salute dell’ambiente e degli esseri viventi. Dopo gli ingorghi di microplastiche che bloccano il sangue scoperti nel cervello dei topi, anche nell’uomo sono state concentrazioni in cervello, fegato e reni.

Gli scienziati stimano che gli esseri umani consumino ogni anno decine di migliaia di microplastiche (di dimensioni comprese tra 1 micrometro e 5 millimetri) da alimenti, bevande, imballaggi in plastica. Si nascondono ovunque e secondo uno studio dell’Università della California, Los Angeles (Ucla) anche nelle gomme da masticare che possono rilasciare centinaia o migliaia di microplastiche nella saliva e potenzialmente essere ingerite.

Per arrivare a questa conclusione, gli esperti hanno identificato la quantità di microplastiche che una  persona potrebbe potenzialmente ingerire masticando gomme, fatte da una base gommosa, dolcificante, aromi e altri ingredienti. Le  gomme naturali utilizzano un polimero di origine vegetale, come  il chicle o la linfa di altri alberi, per ottenere la giusta  masticabilità, mentre altri prodotti utilizzano basi di gomma  sintetica ottenute da polimeri derivati dal petrolio. I ricercatori hanno testato cinque marche di gomme sintetiche e  cinque marche di gomme naturali, tutte in commercio. Per ridurre il fattore umano dovuto alle diverse modalità di masticazione e  alla saliva, hanno fatto masticare sette pezzi di ogni marca a  una sola persona (ogni gomma per 4 minuti), producendo campioni  di saliva ogni 30 secondi. SI è osservato il tasso di rilascio di microplastiche da ogni gomma. Poi i ricercatori hanno misurato il numero di microplastiche presenti in ogni campione di saliva.

Gli esperti hanno misurato una media di 100 microplastiche rilasciate per grammo di gomma, anche se alcuni singoli pezzi di gomma hanno rilasciato fino a 600 microplastiche per grammo. Un tipico pezzo di gomma pesa tra i 2 e i 6 grammi, il che significa che un pezzo grande di gomma potrebbe rilasciare fino a 3.000 particelle di  plastica. Se una persona media mastica 160-180 gomme all’anno, i ricercatori hanno stimato che potrebbe ingerire circa 30.000  microplastiche.

Anche nella placenta dei gatti

I dati raccolti negli ultimi anni dimostrano che animali ed esseri umani, così come tutti gli ambienti del pianeta, sono sempre più esposti alle microplastiche. Per approfondire i possibili effetti negativi che queste particelle possono avere sulla salute, i ricercatori guidati da Ilaria Ferraboschi hanno analizzato la placenta e il tessuto fetale prelevati da gatti durante le prime fasi della gravidanza: in 2 dei feti e in 3 campioni di placenta hanno trovato la presenza di microplastiche, per un totale di 19 tipologie diverse.

uno studio italiano dell’Università di Parma ha ora trovato 19 diversi tipi di questi minuscoli frammenti nella placenta e nei feti di alcuni gatti.

C’è da dire che il campione preso in esame è molto piccolo, solo 8 animali, e poi si tratta di animali randagi portati negli ospedali veterinari del Nord Italia, ma i risultati, pubblicati sulla rivista Plos One, alimentano le preoccupazioni sull’esposizione fetale alle microplastiche, vista la loro presenza riscontrata da ricerche precedenti nel liquido amniotico umano.


Ciò suggerisce che questi materiali possono accumularsi nella placenta degli animali già all’inizio della gravidanza e che potrebbero essere in grado di attraversare la barriera costituita dalla placenta per raggiungere il feto, con conseguenze ancora sconosciute su sviluppo e salute.

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