2 Marzo 2024
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Cronaca, Salute

Scoperta la pillola dimagrante che vibra

Dal MIT arriva la possibile cura per l’obesità. Un farmaco (Pillola vibrante) che agisce direttamente sul cervello. “Stimolando il nervo vago, permetterà di innescare la sensazione di sazietà”. Gli effetti collaterali? Ancora non pervenuti.

L’obesità rappresenta non solo una malattia ormai diffusa, ma anche uno dei veri e propri spauracchi della nostra contemporaneità. I suoi numeri, nella società del consumo, sono sempre più allarmanti e questo ha indotto la scienza ad arrovellarsi sulla ricerca di un rimedio. Che ora potrebbe essere arrivato, sfruttando fino in fondo il funzionamento del disturbo. Ciò che è stato dimostrato, infatti, è che l’obesità è legata oltre che al funzionamento dell’apparato digerente anche (se non soprattutto) al cervello: proprio quest’ultimo riceve e rielabora segnali dallo stomaco tramite il nervo vago. Il senso di sazietà arriva a livello cerebrale nel momento in cui lo stomaco si distende: questo avviene quando ingeriamo cibo, ma non solo. Il funzionamento di questi segnali di origine ormonale è piuttosto complesso, ma gli ingegneri del MIT (Massachusetts Institute of Technology) hanno studiato a fondo per mettere a punto una contromossa farmacologica. Un team di lavoro del rinomato istituto statunitense ha lavorato su una pillola di ultimissima concezione e che presenta una caratteristica unica nel suo genere: vibra. Ciò è possibile tramite una piccola batteria all’ossido d’argento, su cui la fase di sperimentazione è arrivata a uno stadio avanzatissimo.

Lo studio, già pubblicato su Science Advances, evidenzia il funzionamento del tutto. In poche parole: la vibrazione della pillola produce la già menzionata distensione dello stomaco e di conseguenza un senso di sazietà non legato all’ingerimento di cibo. Le cavie che hanno provato il farmaco hanno presentato livelli di appetito decisamente inferiori rispetto al consueto, anche quando l’assunzione arriva 20 minuti prima del pasto. In più il livello di sazietà si raggiunge diminuendo la quantità di cibo addirittura del 40%. Inevitabile porsi almeno due domande, a cui però i ricercatori hanno già risposto: ingerire una pillola che contiene una batteria rischia di essere nocivo per l’organismo? Come si assimila e poi espelle l’ossido d’argento?
È presto detto: la batteria è circondata da una pellicola gelatinosa che solo i succhi gastrici sono in grado di dissolvere. Non esistono quindi rischi che il tutto si attivi in una zona dell’organismo “sbagliata”. Il sistema digestivo, poi, permette una completa espulsione della batteria quattro giorni dopo la sua assunzione. Assenti, infine, possibili effetti collaterali come vomito, dissenteria o infiammazioni alla mucosa gastrica.

Molto ottimista è Shriya Srinivasan, tra gli autori dello studio: «La nostra pillola, che si chiama Vibes, potrà essere assunta 20-30 minuti prima di ogni pasto. Stimolando il nervo vago, permetterà di innescare la sensazione di sazietà già quando si inizia a mangiare. La sua attivazione permette il rilascio di ormoni coinvolti nel consumo di un pasto, come l’insulina, contrastando invece la grelina che al contrario stimola la fame. Il tutto riducendo al minimo gli effetti collaterali, anche grazie alle sue dimensioni di 31×10 millimetri. In più anche i costi di produzione potrebbero rivelarsi davvero bassi».

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