Per sette estati è stata la spiaggia dei romani: sabbia, docce e un po’ di refrigerio a due passi dal centro, anche se il bagno nel Tevere resta vietato. Da oggi Tiberis – l’area di 1,9 ettari nata nel 2018 sotto Ponte Marconi, in zona Marconi – cambia natura e diventa un parco fluviale aperto tutto l’anno. L’inaugurazione è prevista nel tardo pomeriggio in lungotevere Dante, alla presenza del sindaco Roberto Gualtieri e dell’assessora all’Ambiente Sabrina Alfonsi. Non più un’attrezzatura stagionale da montare e smontare, ma uno spazio pubblico permanente, pensato per restituire ai cittadini un pezzo di riva a lungo abbandonato.
Un cantiere sulla golena che si allaga
I lavori sono partiti lo scorso marzo e hanno interessato circa 1,5 ettari, con un investimento di 1,2 milioni di fondi di Roma Capitale. La sfida non era banale: l’area è una golena, la fascia che il Tevere allaga regolarmente durante le piene, soprattutto d’inverno. Per questo l’intervento punta su soluzioni capaci di convivere con l’acqua anziché respingerla. È nata una piazza a gradoni che d’estate fa da punto d’acqua e d’inverno può ospitare eventi e mercati; sono arrivati un chiosco amovibile con servizi igienici, nuove aree fitness, campi da beach volley, un’area cani attrezzata e spazi per le bocce.
Molto peso è andato al verde: un boschetto di frassini, alberature di specie ripariali e tamerici, piante caducifoglie che d’estate faranno ombra, nuovi prati e arbusti lungo la banchina. Completano il quadro l’illuminazione potenziata, la videosorveglianza e le pavimentazioni drenanti, che lasciano filtrare l’acqua piovana invece di scaricarla nelle fogne: un piccolo esempio di quell’adattamento urbano di cui si parla molto e si vede ancora poco.
Il Tevere come asse di rigenerazione
Il senso dell’operazione va oltre il singolo parco. L’assessora all’Ambiente ha legato l’intervento a un disegno più ampio, in cui il fiume diventa uno degli assi di sviluppo della città: ecosistemi e biodiversità da un lato, riqualificazione del territorio e turismo dall’altro. Tiberis si aggiunge ai cinque parchi d’affaccio realizzati con 7,3 milioni di fondi giubilari e al Parco Tevere Sud, dentro un masterplan che punta a restituire alla città rive oggi in gran parte degradate: “il più grande parco fluviale d’Europa“, come sottolinea il Comune.
