C’è anche l’Italia tra i cinque progetti finalisti dell’EuropeanPrize for Urban Public Space 2026, il riconoscimento biennale dedicato alle trasformazioni dello spazio pubblico nelle città europee. A rappresentarla è Vicenza con il Parco della Pace, il grande intervento di riqualificazione realizzato nell’area dell’ex aeroporto Tommaso Dal Molin.
La finale arriva al termine di un’edizione da record: sono state 381 le proposte presentate da 38 Paesi europei, da cui la giuri, presieduta dall’architetta Eva Prats, ha selezionato prima 25 finalisti e poi i cinque che si contendono il titolo. Il premio è promosso dal Centre de Cultura Contemporània de Barcelona (CCCB) e il vincitore sarà annunciato il 15 ottobre a Barcellona, dopo la presentazione pubblica dei cinque finalisti prevista il giorno precedente.
Vicenza si confronta con progetti realizzati ad Anversa, Barcellona, Logroño e Matosinhos, diversi per dimensioni e caratteristiche ma accomunati da una questione ormai centrale nella progettazione urbana: come trasformare spazi e infrastrutture esistenti per rispondere alla crisi climatica, aumentare la presenza della natura e restituire nuove funzioni agli spazi collettivi.
Il progetto italiano: 65 ettari tra acqua e biodiversità
Il Parco della Pace occupa 65 ettari dell’ex aeroporto vicentino. La riconversione ha interessato oltre metà della superficie dell’ex Tommaso Dal Molin, circa 650mila metri quadrati, trasformando un’infrastruttura dismessa in un grande spazio pubblico caratterizzato dalla presenza di aree verdi, sistemi d’acqua e nuovi habitat. Il parco è stato inaugurato il 27 e 28 settembre 2025 con un programma di eventi aperto alla cittadinanza.
Uno degli aspetti più rilevanti del progetto riguarda la gestione dell’acqua. Per modellare il nuovo paesaggio sono stati scavati oltre 240mila metri cubi di terra, utilizzati per realizzare una rete di canali, laghi e zone umide. Il sistema comprende un bacino di laminazione con una capacità di 100mila metri cubi, progettato per contribuire alla riduzione del rischio di allagamenti.
L’intervento comprende inoltre 12,5 ettari di bosco e 62mila piante acquatiche, attraverso una combinazione di riforestazione programmata e sviluppo spontaneo della vegetazione locale.
Il progetto non si limita alle componenti ambientali. Alcune strutture dell’ex aeroporto sono state recuperate e destinate ad attività culturali, ricreative ed educative. Otto chilometri di percorsi attraversano il parco e collegano le diverse aree. Il team di progettazione riunisce Martí Franch Batllori EMF, Studio Franco Zagari, ITS Engineering Company e PAN Associati, insieme ad altri professionisti coinvolti nell’intervento, tra cui Aspro Studio e il geologo Gino Lucchetta.
Cinque progetti, cinque modi di ripensare la città
La selezione del premio permette di mettere a confronto approcci molto diversi.
A Logroño, in Spagna, le Round About Baths hanno trasformato temporaneamente una rotatoria inutilizzata in uno spazio per rinfrescarsi durante il caldo. La fontana esistente è stata convertita in una piscina poco profonda, mentre alcuni elementi presenti nell’area sono stati riutilizzati per creare un bagno turco. L’installazione è rimasta attiva per una sola settimana, nel giugno 2025, durante il festival di architettura Concéntrico, che si tiene a Logroño.
A Barcellona il progetto della Plaça de lesGlòriesCatalanes interviene invece su uno dei grandi nodi della mobilità urbana: tre arterie che convogliavano il traffico verso lo svincolo sono state parzialmente interrate, liberando superficie per nuovi spazi verdi.
Ad Anversa, lo Zuidpark è nato sul terreno di un grande parcheggio gratuito, nel quartiere Zuid. Il nuovo parco si estende per circa 8-9 ettari ed è stato realizzato scavando il 70% dell’area e predisponendo uno strato di terreno profondo 1,5 metri. Il risultato, secondo i progettisti, è una crescita particolarmente rapida della vegetazione: a due anni dall’inaugurazione del 2024, il parco era affiancato da 500 nuovi alberi.
Il progetto affronta anche il problema delle piogge intense attraverso aree ribassate, i cosiddetti “giardini della pioggia”, capaci di raccogliere l’acqua meteorica. Una ricerca dell’Università di Anversa ha inoltre rilevato temperature significativamente più basse all’interno del parco rispetto al resto della città.
La questione dell’auto resta sul tavolo
Proprio il caso di Anversa mostra quanto sia complessa la trasformazione degli spazi urbani. Sotto lo Zuidpark è stato realizzato un parcheggio a pagamento disposto su quattro piani, con circa 2.000 posti auto. L’auto è stata quindi allontanata dalla superficie del parco, ma non è scomparsa dall’area.
È una delle questioni che attraversano anche gli altri progetti finalisti: quanto spazio destinare alla mobilità privata e quanto alle funzioni ambientali e sociali della città.
