La Grecia ha chiuso il 2025 con quasi 38 milioni di visitatori e 23 miliardi di euro di entrate turistiche. Numeri record, terzo anno consecutivo di crescita. Eppure, bastano pochi chilometri di distanza dalle rotte più gettonate per ritrovarsi in luoghi dove il turismo è ancora una presenza discreta.
L’ideale per quella quota crescente di viaggiatori europei che oggi è alla ricerca di luoghi in cui il turismo significhi entrare davvero in contatto con il territorio. E la Grecia, in questo senso, offre molto più di quanto la sua reputazione balneare lasci intendere: un entroterra intatto e isole minori che hanno scelto deliberatamente di ridurre i flussi di visitatori.
I villaggi di Zagori

Nel nord-ovest della Grecia, nell’Epiro, c’è una zona che la maggior parte dei visitatori osserva solo di passaggio. Ospita i 46 villaggi di Zagori, costruiti in pietra grigia su un territorio montuoso. Le case sembrano nate nella roccia, i tetti in ardesia seguono pendii ripidissimi e i ponti ad arco ottomani sul fiume Voidomatis sono tra le costruzioni più eleganti che l’architettura popolare europea abbia mai prodotto.
Il Parco Nazionale di Vikos-Aoös custodisce la gola di Vikos, profonda oltre novecento metri. Il Guinness dei primati l’ha catalogata tra le gole più profonde del mondo in rapporto alla larghezza. Il Sentiero E4, il grande itinerario europeo che attraversa il continente da ovest a est, passa da qui: chi ha i piedi allenati può percorrere tratti che regalano panorami di rara bellezza.
Le strutture ricettive sono quasi tutte a conduzione familiare: masserie convertite, guesthouses in edifici storici, qualche piccolo hotel in cui la colazione è quella del posto. Si mangiano formaggi di capra e pita fatta a mano. Si beve tsipouro, la tradizionale acquavite bianca della Grecia.
Folegandros, Sikinos, Anafi

Alcune isole hanno scelto di non costruire la propria identità sul turismo. È il caso di Folegandros, piccola isola delle Cicladi che conta poco più di settecento abitanti. Chora, il paese principale, è arroccato su una scogliera a duecento metri sul mare. Qui le case sono bianche come vuole la tradizione cicladica e i cortili interni ospitano decine di piante. Gli hotel migliori sono ricavati da abitazioni storiche restaurate con cura: poche stanze, molta attenzione ai dettagli, gestione familiare.
Sikinos è ancora più piccola e ancora più silenziosa: un monastero bizantino, un paio di taverne, spiagge raggiungibili solo a piedi o via mare. Anafi, la più remota, era l’isola dove gli ateniesi mandavano in esilio le persone giudicate scomode. Oggi conta 300 abitanti ed è raggiungibile con il traghetto notturno.
Pelion, la penisola dei Centauri

La mitologia greca vuole che sul monte Pelion vivessero i Centauri, e in certi giorni di nebbia, quando i boschi di castagni e faggi coprono i versanti della penisola e il mare si fa largo improvvisamente tra gli alberi, si capisce perché qualcuno ci abbia creduto.
Il Pelion è anche una penisola che si allunga nel mar Egeo a est di Volos, città che la maggior parte dei turisti considera semplicemente come tappa di transito. Makrinitsa e Tsagarada sono due borghi dall’architettura in pietra e legno tipica della tradizione tessalica, fontane nelle piazze ombreggiate da platani enormi, scalinate che scendono verso il mare attraverso giardini privati. Le spiagge migliori sono raggiungibili a piedi o in barca.
L’economia locale si fonda su olio d’oliva, mele, castagne, apicultura. La cucina è tra le più interessanti della Grecia continentale e prevede anche formaggi affumicati e dolci al miele e noci.
Creta interna, l’isola che non hai visto

Creta è l’isola più grande della Grecia e una delle più visitate del Mediterraneo. La costa nord, che ospita Heraklion, Elounda, Malia, è particolarmente ambita dal turismo internazionale. Molto meno frequentato è, al contrario, l’entroterra isolano.
Nella regione di Sfakia, nel sud-ovest, i villaggi sono piccoli e il Parco Nazionale della Gola di Samaria – sedici chilometri tra pareti di roccia alte fino a seicento metri – garantisce uno dei trekking più interessanti a livello europeo. Il Plateau di Lasithi, nell’est dell’isola, è un altopiano circondato da montagne dove si coltiva ancora con metodi tradizionali e dove i mulini a vento di pietra sono ancora attivi.
Gli agriturismi biologici dell’entroterra producono olio extravergine tra i migliori della Grecia – terzo produttore mondiale – formaggi come il graviera e il mizithra, miele di timo. Dormire qui significa svegliarsi in un silenzio che la costa conosce molto meno.
Lesbo, un’isola che vale più di una visita

Lesbo, l’isola che negli ultimi anni è stata raccontata quasi esclusivamente attraverso la lente dell’emergenza migratoria, ospita la Foresta Pietrificata di Lesbo, parte della Rete Mondiale dei Geoparchi dell’UNESCO. Qui, è possibili osservare alberi trasformati in silice da un’eruzione vulcanica di circa venti milioni di anni fa, conservati con una precisione che permette di leggere ancora gli anelli di crescita.
È uno dei geositi più importanti d’Europa e viene visitato da una frazione minima dei turisti che affollano le isole vicine. I bagni termali di Polichnitos e Eftalou, tra i più antichi del Mediterraneo, offrono acque sulfuree che sgorgano direttamente sul mare. L’ouzo di Lesbo, prodotto sull’isola da distillerie a gestione familiare, è spesso considerato il migliore della Grecia.
Mani, il paesaggio lunare del Peloponneso

Mani è la penisola centrale del Peloponneso, nonché la meno conosciuta. Il paesaggio è lunare: roccia calcarea, poca vegetazione, una luce che in estate diventa quasi metallica. I villaggi sono costruiti attorno a torri medievali alte anche venti metri:qui le famiglie risolvevano le dispute di territorio costruendo torri molto alte, e i conflitti potevano durare generazioni.
Molte di queste torri sono state restaurate e convertite in strutture ricettive. Dormire in una torre medievale a Mani è un’esperienza che pochi hotel di design riescono a replicare. Qui, il paese di Vathia è uno dei panorami più fotografati della Grecia soprattutto in primavera ed estate, quando le colline si ricoprono di fiori selvatici.
L’olio d’oliva del Mani, prodotto dalla varietà Koroneiki, raccolta ancora a mano, è tra i più pregiati del Paese. Le taverne servono pesce appena pescato, polpo essiccato al sole, formaggi caprini.
Viaggiare lentamente in Grecia è un metodo. Il Paese ospita 38 milioni di visitatori l’anno e migliaia di luoghi che non esplora quasi nessuno. A volte, per vederli è sufficiente una deviazione su una strada secondaria. Vale la pena prenderla.
