Roma in questo ponte di inizio maggio è una città che oscilla tra chi la abita e chi la attraversa, tra chi parte e chi arriva, tra il concerto in piazza e la spiaggia affollata di Ostia. Il primo maggio 2026 concentra con una certa efficacia tutto quello che questa città è diventata: capitale del turismo italiano, palcoscenico musicale, luogo di fuga e di attrazione allo stesso tempo.
Il quadro che emerge dai dati delle associazioni di categoria è eloquente. Secondo Assoturismo Roma, l’occupazione delle strutture ricettive si attesta intorno all’80%, un dato solido, che dovrebbe reggere almeno fino ai primi di luglio. A trainarlo non sono gli hotel di lusso, ma la fascia media: tre e quattro stelle, case vacanza, bed and breakfast. Strutture scelte in particolare da famiglie numerose e gruppi di amici, che cercano spazio, cucina, un balcone con vista, cose che la suite di un grande albergo non sempre offre, almeno non a prezzi accessibili.
Accanto agli italiani ci saranno francesi, tedeschi, spagnoli, inglesi e americani. Più contenuta, invece, la presenza di visitatori asiatici e mediorientali, in flessione di circa il 13%: un calo legato alle difficoltà nei collegamenti aerei internazionali, aggravate dalle tensioni geopolitiche e dall’aumento dei prezzi dei biglietti, che in alcuni casi ha raggiunto il 30%.
Nel frattempo i romani, come da tradizione, cercano di uscire. Il litorale è stato preso d’assalto già il venerdì precedente al ponte, con i parchi cittadini in versione pre-estiva. Chi non arriva al mare si accontenta di un prato e di qualche ora di sole. Roma si svuota e si riempie nello stesso momento, con un equilibrio caotico ma tutto sommato funzionale.
San Giovanni: dal pomeriggio fino a mezzanotte
In questo scenario di mobilità e attesa, giovedì 1° maggio piazza San Giovanni in Laterano tornerà a essere il cuore pulsante del Concertone, l’appuntamento musicale più lungo e affollato dell’anno. Ingresso gratuito, ore di musica dal vivo, diretta su Rai 3 e Rai Radio 2 dalla metà del pomeriggio fino quasi a mezzanotte. Una formula che non cambia e che continua a funzionare, capace di portare in piazza decine di migliaia di persone e di raggiungere un pubblico ancora più vasto attraverso lo schermo.
Il cast dell’edizione 2026, costruito sotto la direzione artistica di Massimo Bonelli con il focus “Il domani è ancora nostro“, è uno dei più ricchi degli ultimi anni. Il nome più atteso è quello dei Litfiba, che saliranno sul palco di San Giovanni nella formazione storica degli anni Ottanta – Piero Pelù, Ghigo Renzulli, Antonio Aiazzi e Gianni Maroccolo – nell’ambito del tour celebrativo dei quarant’anni di 17 Re. Un ritorno che ha già fatto esaurire oltre cinquantamila biglietti per le date estive. Accanto a loro, Riccardo Cocciante porta il peso della grande tradizione cantautorale italiana, mentre Geolier, Irama, Ermal Meta, Frah Quintale e Ditonellapiaga rappresentano la scena contemporanea in tutte le sue sfumature, dal rap napoletano al pop d’autore. Presenti anche Levante, Niccolò Fabi, Madame – al rientro dopo un periodo lontano dai palchi – Francesca Michielin, Serena Brancale, Rocco Hunt, Dolcenera e molti altri. Non mancheranno le voci emerse dai talent e le tre vincitrici del contest 1MNEXT, che ogni anno offre agli artisti emergenti uno spazio raro: esibirsi davanti a decine di migliaia di persone.
Il tema: intelligenza artificiale e lavoro
Il tema scelto per questa edizione – “Lavoro dignitoso: contrattazione, nuove tutele e nuovi diritti per l’Italia che cambia nell’era dell’intelligenza artificiale” – è ambizioso e difficile da tradurre in musica, ma il Concertone ha sempre avuto questa vocazione: usare i palchi per dire qualcosa che vada oltre le canzoni. Quest’anno il centro del dibattito è l’intelligenza artificiale e il suo impatto sul mondo del lavoro, un tema che attraversa trasversalmente generazioni e settori, e che il primo maggio 2026 porta al centro non con un convegno, ma con ore di musica dal vivo.
Roma, in questo senso, tiene tutto insieme. Tiene il turista che fotografa la Fontana di Trevi – ormai a pagamento da febbraio – e il ragazzo che aspetta sotto il palco di San Giovanni. Tiene l’albergo prenotato all’80% e la casa vacanza scelta perché ha un balconcino. Tiene il romano che fugge al mare e lo straniero che arriva per rimanere. È una città che non si prende una pausa, nemmeno quando tutto il resto si ferma.
