Tra le grandi metropoli italiane, Roma è la città che mostra il passo più incoraggiante sulla strada della transizione ecologica. Lo rivela il Green Cities Index, uno studio internazionale realizzato da iSelect che ha analizzato 100 centri urbani nel mondo (di cui 42 in Europa) basandosi su quattro indicatori chiave: qualità dell’aria, aree verdi, colonnine di ricarica elettrica e consumi da fonti rinnovabili.
Nel confronto diretto tra i quattro capoluoghi italiani esaminati, la Capitale si posiziona al 63° posto globale e al 29° in Europa, accumulando un punteggio complessivo di 22,51. Un risultato che stacca nettamente le altre realtà nazionali, scivolate nei gradini più bassi della graduatoria continentale (subito sopra Bucarest e Belgrado):
- Torino: 36° posto;
- Napoli: 38° posto;
- Milano: 39° posto.
A guidare la classifica generale europea sono invece Londra, Glasgow e Amburgo.
I punti di forza di Roma: energia pulita e mobilità
Il primato romano nel contesto nazionale è trainato principalmente dalle infrastrutture per la mobilità sostenibile e dall’efficacia sul fronte energetico:
- transizione energetica: sul consumo di energia rinnovabile, Roma registra un punteggio di 0,16. Un dato in linea con i processi di elettrificazione delle grandi città europee che surclassa nettamente Napoli (ferma a 0,02), anche se resta ancora distante dal benchmark d’eccellenza fissato da Glasgow (1,00);
- colonnine elettriche: la rete dei punti di ricarica pubblici si attesta a 0,15 ogni 100.000 abitanti, superando sia Milano (0,11) sia Napoli (0,01) e confermando un’infrastruttura in crescita.
Anche l’analisi sui livelli di inquinamento atmosferico premia la collocazione geografica e le dinamiche della Capitale. Nell’indicatore relativo alle polveri sottili (PM 2.5), Roma ottiene un valore di 0,56, contenendo i livelli di smog in modo decisamente più efficace rispetto a Milano, che con un punteggio di 0,08 si attesta come la peggiore d’Europa. La metropoli laziale riesce così a difendersi meglio rispetto al blocco della Pianura Padana, pur dovendo gestire le criticità legate alla forte congestione del traffico urbano.
Il nodo critico: la carenza di parchi pro capite
L’unico vero tallone d’Achille per la Capitale è rappresentato dalla disponibilità effettiva di spazi naturali in rapporto alla popolazione. Nonostante la presenza di ville storiche e ampie aree pubbliche, la vastissima densità demografica frena l’indice a 0,04 aree verdi ogni 100.000 abitanti. In questo specifico parametro, Roma cede il passo al virtuosismo di Milano, che guida la reattività italiana con un punteggio di 0,14.
I dati del Green Cities Index consegnano a Roma una leadership nazionale importante ma non definitiva. La strada imboccata per la transizione energetica è quella corretta, ma per agganciare la top 10 delle metropoli europee serve un ulteriore e deciso cambio di passo strutturale.
La metodologia dello studio
Il Green Cities Index ha preso in esame i dati aggiornati al 14 agosto 2025 provenienti da fonti internazionali accreditate (tra cui OMS, IQAir, OpenStreetMap e Open Charge Map). I quattro parametri analizzati sono stati normalizzati su una scala da 0 a 1 (dove i valori più alti indicano performance migliori, a eccezione del PM 2.5) e combinati con lo stesso peso specifico per ottenere il punteggio finale espresso in centesimi.
