È un pipistrello che pesa quanto un cucchiaino di sale. Era scomparso dai radar scientifici dagli anni Settanta. Poi la biologa Iroro Tanshi ha puntato una torcia rossa verso una grotta della foresta del Cross River e ha dato il via a un percorso che l’ha portata fino al massimo riconoscimento mondiale per l’ambientalismo.
Raggiungere il santuario di Afi Mountain, nel sud-est della Nigeria, richiede ore di viaggio e sentieri che si addentrano nella foresta pluviale. In questa area protetta, estesa quanto il centro di Parigi, vivono gorilla in pericolo critico, scimmie drill e l’unica colonia confermata al mondo di Hipposideros curtus, il pipistrello dalle foglie rotonde a coda corta.
La scoperta risale al 2016. Iroro Tanshi, biologa nigeriana impegnata nelle ricerche per il dottorato, stava controllando i pipistrelli catturati nelle reti quando si accorse che uno degli esemplari aveva caratteristiche insolite: orecchie grandi, appena pochi grammi di peso e una struttura nasale particolarmente elaborata. Consultò la guida di identificazione e capì di avere davanti una specie che mancava dalle osservazioni sul campo da quasi mezzo secolo. “Quello è stato il momento che ha cambiato tutto”.
Quarantacinque anni di silenzio
L’ultima documentazione di Hipposideros curtus in natura risaliva agli anni Settanta. La specie era conosciuta in alcune grotte forestali tra Camerun e Guinea Equatoriale, ma entro il 2010 tutti i rifugi noti erano stati compromessi dalla deforestazione, dall’espansione agricola e dalla pressione umana. Molti ricercatori ritenevano che fosse ormai scomparsa.
Dopo la scoperta, Tanshi ha avviato nuove campagne di monitoraggio nelle grotte di Afi Mountain e del vicino Parco nazionale del Cross River. Le ricerche hanno portato all’identificazione di altre quindici specie di pipistrelli e alla conferma dell’esistenza di una piccola colonia di H. curtus, tuttora l’unica popolazione conosciuta.
La tutela selettiva della fauna
La scoperta ha evidenziato anche un altro problema. Nelle strategie di conservazione locali l’attenzione era rivolta soprattutto ai grandi mammiferi. Gorilla e scimmie drill godevano di una protezione sociale consolidata; i pipistrelli molto meno.
In molte comunità nigeriane i pipistrelli continuano a essere associati a superstizioni e cattivi presagi. In alcune aree rurali vengono inoltre cacciati e venduti come carne selvatica. Tutto ciò rende particolarmente complessa la loro conservazione.
Guardiani della foresta
Nel 2016 Tanshi e il collega Benneth Obitte hanno fondato la Small Mammal Conservation Organisation (Smacon), dedicata alla tutela di pipistrelli e piccoli mammiferi. L’anno successivo è nata la Zero Wildfire Campaign contro gli incendi che minacciano gli habitat forestali. Il progetto ha introdotto sistemi di allerta per il fuoco controllato e formato gruppi di volontari, i “Guardiani della Foresta”, incaricati di monitorare il territorio. Secondo Smacon, gli incendi nell’area si sono ridotti sensibilmente negli ultimi cinque anni.
Questo straordinario sforzo collettivo e i risultati ottenuti sul campo hanno portato, nel 2026, all’assegnazione del Goldman Environmental Prize a Iroro Tanshi.
Le specie che nessuno cerca
La storia di Hipposideros curtus racconta anche i limiti della conoscenza scientifica. La foresta del Cross River è uno degli hotspot di biodiversità più importanti dell’Africa, ma resta ancora poco studiata. “Qualcosa che credevamo estinto si trovava in questo luogo meraviglioso, dove non va mai nessuno”, ha osservato Tanshi. Più che una curiosità zoologica, il ritrovamento ricorda una realtà spesso trascurata: molte specie rischiano di sparire lontano dai riflettori, mentre altre potrebbero sopravvivere in angoli di foresta che la ricerca ha esplorato appena.
