28 Aprile 2026
/ 28.04.2026

Un vademecum per la transizione energetica

Il Vademecum Energetico Condominiale (Pacini Editore, 2026): un testo che attraversa storia, normativa, sociologia e tecnologia per ridisegnare il ruolo dell’abitare collettivo nella transizione ecologica

C’è un luogo in cui la crisi climatica si fa più concreta, in cui le politiche europee incontrano la vita quotidiana, in cui la tecnologia si scontra con la diffidenza del vicino di pianerottolo. Quel luogo è il condominio. È intorno a questa convinzione che Pasquale Luca Giardiello, Giuseppe Milano e Sergio Roncucci hanno scritto il Vademecum Energetico Condominiale (Pacini Editore, 2026), un testo che attraversa storia, normativa, sociologia e tecnologia per ridisegnare il ruolo dell’abitare collettivo nella transizione ecologica.

Il libro parte da lontano, dal Novecento dell’energia visibile e rumorosa (la legna, il carbone, le stufe pesanti) per arrivare all’era elettrica del XXI secolo. Gli autori ricordano come il condominio italiano moderno sia nato come risposta all’emergenza abitativa del dopoguerra, costruito quando l’energia era abbondante e a basso costo, e come questa origine spieghi oggi l’enorme inefficienza di un patrimonio edilizio composto per il 74% da edifici che risalgono a prima del 1980. “Il condominio non è solo un luogo dell’abitare: è una macchina energetica“, scrivono. Una macchina progettata per un mondo che non esiste più.

La svolta del 2025

Il 2025 ha segnato una svolta storica: per la prima volta le rinnovabili hanno superato i combustibili fossili nella produzione mondiale di elettricità. Eppure l’Italia si trova in una posizione paradossale: ha accumulato strumenti – Ecobonus, Superbonus, Conto Termico, Comunità Energetiche – senza costruire una strategia coerente. Il Superbonus è emblematico: potentissimo come leva finanziaria, debole nella selettività. In molti casi ha finanziato la sostituzione di vecchie caldaie con caldaie a condensazione più efficienti, consolidando la dipendenza dal gas invece di superarla. I condomini più energivori, spesso abitati da famiglie vulnerabili, sono rimasti indietro.

La Direttiva Case Green europea (EPBD 2024/1275), che impone una riduzione del 16% dei consumi energetici entro il 2030 e punta all’eliminazione delle caldaie fossili entro il 2040, ridefinisce il quadro. L’edificio smette di essere un contenitore passivo e diventa un nodo attivo della rete: produce energia, la immagazzina, la condivide. La pompa di calore – capace di restituire tre, quattro, cinque unità di energia termica per ogni unità elettrica consumata – è la tecnologia cardine di questa transizione. Le esperienze raccontate nel libro, dai condomini geotermici in Trentino ai sistemi idrotermici a Palermo, dimostrano che è già possibile eliminare il gas dagli edifici italiani, anche i più datati.

Ma la sfida più profonda non è tecnica. “La transizione energetica è prima di tutto una questione di comunità: di come si decide, di come si coopera, di come si costruisce un futuro condiviso”, scrivono gli autori. Le Comunità Energetiche Rinnovabili, rese operative in Italia dal Decreto CACER del 2024, sono l’innovazione istituzionale più significativa degli ultimi anni. Eppure la loro diffusione è rallentata da complessità burocratiche, tempi di connessione incerti, fragilità dei modelli organizzativi.

La povertà energetica

Il libro dedica ampio spazio alla povertà energetica – oltre 2,4 milioni di famiglie in Italia nel 2024, il 9,1% del totale, con punte del 18% in Puglia e Sardegna – e alla necessità di un “ecowelfare territoriale integrato” che connetta energia, casa, salute e partecipazione sociale. Strumenti come il Reddito Energetico, che finanzia impianti fotovoltaici per le famiglie in difficoltà economica, rappresentano un segnale di cambiamento: per la prima volta una politica energetica italiana riconosce che la transizione non può essere lasciata solo al mercato.

Il volume si chiude con esperienze concrete – da Roma Capitale come laboratorio di politica urbana integrata ai materiali biobased come frontiera della bioeconomia edilizia – che mostrano come un futuro diverso non sia un’utopia ma “un processo già in corso”. “Ogni condominio che decide di cambiare non sta solo migliorando un edificio: sta contribuendo a riscrivere il patto tra le persone e il Pianeta”.

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